venerdì 7 giugno 2013

7 tappa : da Titel a Smederevo

De Zan oggi avrebbe detto "tappa per velocisti".
Pianura sconfinata, campi a destra ed a sinistra. Barbabietole, mais, grano, patate, giarasoli. Credo di non aver visto soia, altrimenti la Serbia dovrebbe cambiare simbolo con la bestia verde rampante.
Visto il tipo di tappa, stamattina ma la son presa comoda sia per partire, sia nel pedalare.
Ed ho anche trovato il tempo di soddisfare le mie fan , eccomi nello splendore della decadenza e partito da poco; il viaggio non ha cambiato il naso, e' sempre quello solo che con la machina a distanza di braccio ...
Eccomi
 




Poi visto che la puntata di oggi era veramente monotona, mi son anche dato al cazzeggio purissimo; oltre alle soste che si fanno normalment per rifiatare, bere, mangiare qualcosa, far respirare la sella, mi son fermato un 3 volte nei baretti dei paesi lungo la strada per un caffè o un succo di frutta.
Uno di questi, e mi dispiace non aver fatto le foto che meritava , era un rock bar; aveva il palco con batteria, microfoni ed un muretto di Marshall. Poster alle pareti di concerti locali e del resto del mondo oltre a poster dei grandi del rock. Il paron più o meno coetaneo con maglietta nera e disegni pissichedelici, la compagna sgnaccherona e moracciona. Mi hanno invitato a vedere il loro museo ed io pensavo fosse un reliquiario rock; invece no, hanno ricostruito 2 stanze, una sul modello contadino di inizio secolo, l'altra con un salottino borghese dell'epoca dell'impero austroungarico. Mi ha spiegato che quella zona era sotto l'impero austro-ungarico, pur essendo voivodina era anche banat ( credo banato in talian), una enclave con un 25% di tedeschi, 25% di turchi, un 25% di rumeni ed il resto gran misto. Quindi alle pareti dei miniarazzi con i regnanti di Romania, dei mobili e libri d'epoca, delle magnifiche sedie, una libreria jugendstile, insomma non mi sarei mai aspettato.
Mi hanno invitato per stasera che facevano musica dal vivo, pero' ero si e no a 50km fatti sui 130 previsti ed olretutto li vicino non si stava nessuna possibilità per dormire.
Pero' mi ha dato l'indirizzo del suo sito dove, quando fanno i concerti, via webcam si puo' vedere un po' che succede : www.banatbluescafe.com . Nel sito ci sta anche qualche foto del minimuseo; e comunque secondo me Beppe Lentini quando ha gola di 2 ciba viene qui .
Quando gli ho detto da dove venivo ( vicino a Trieste) lui si è ricordato i bei vecchi tempi in cui veniva a Trieste ogni anno o due a far spesa di vestiti; adesso non viene piu' tanto è roba cinese li ed anche qui.
Però non era mai stato al Mercatone di Palmanova, ahi ahi ahi.
Comuque tornando al fatto dell'essere una tappa particolarmente noiosetta, allora ho fatto qualche foto giusto per divertimento.

 



Il cockpit














Lui Pioggia estate 2013











Lui Non Piove Ma Fa Freschetto estate 2013








Le pose sono un omaggio ai modelli dei volantini di Mazzorato

E per finire subiti dopo aver fatto questi 2 indegni autoscatti ( però, che gambe volotivissime che ho...) è venuta giù tanta di quella acqua  che , a parte 2 brevi soste, mi ha accompagnato per i rimanenti 60 km di tappa. Adesso sono a Smederevo e giunto in città facendo avanti e indrè per cercare posto in albergo, lentamente è uscito il sole.
Però il malotempo in arrivo fa sempre fare delle foto suggestive





Bene comunque,  domani entro nei balcani veri, si abbandona il Danubio, si cominano a rivedere le montagne anche con le ruote. Emmo vado a vedere sta smaderevo cosa offre al viandante affamato.


Le solite medie per gli appassionati
km ore pedalate ore sosta metri ascesa vel. Media
115 05.34.00 1.32 211 20.7

giovedì 6 giugno 2013

6 Tappa: da Ilok a Titel via Novi Sad

Anche oggi una bella tappona: La giornata è iniziata verso le 5.30 quando mi sono svegliato;
ma non per la luce o per rumori o pensieri, per il profumo.
Ieri avevo notato un buon profumo nella stanza ma non mi era veuto in mente cosa era.
Era lo stesso profumo di quando programmo la macchina del pane in modo che il pane sia pronto
il sabato mattina; lo stesso profumo che in inverno ho in casa quando cuoccio il pane nello spolert.
Oltre ad avere il ristorante e la pansion, il signor Masarini ha anche un forno!
Ed è nello stesso stabile dove si alloggia. Quindi bellissima colazione con dei minicornettini di pasta
lievitata di 4 tipi : al burro, con i semini, semisalati con semini vari, con dentro formaggio
e pezzetto di wurstel. Ho corso il rischio ed ho preso caffe': buono anche quello ed ho fatto il bis.
Ho declinato signorilmente sulla pasteta e sono passato a miele e marmellatine.

Il secondo cafè l'ho preso in compagnia del padrone di casa; ha lavorato per una
10ina di anni a Tubingen e quindi pala molto bene il tedesco. Ed io ho rispolverato un'altra vlta il mio e devo dire che dopo l'esperienza di questo inverno in Austria è stat ala volta in cui mi sono stupito di quante cose mi ricordo e di quanto me ne frego degli erori che sicuramente faccio, ma mi butto senza pieta'.
Ci siamo raccontati un pò le nostre avventure fin qui e un po' dei progetti per domani. Devo ammettere che di avventure ne ha passate di piu' lui. Giusto per dire, a Tubingen ci è andato perchè ci stava la guerra.
Mi ha detto che il merito di essere così estroverso gli viene dalla nonna romana, di lei si ricorda la differenza di carattere con il resto della famiglia ed un bel pò di detti italiani; oltre al kit del perfetto lumacone ( ed io me ne intendo..).
E mi ha chiesto come mai se sono italiano parlo altre lingue oltre alla mia....

La colazione l'ho cominciata alle settemezza o giù di li, son partito dopo le 9.30 ma con muchissimo gusto.
Il confine corre in mezzo al Danubio e giusto il tempo di far qualche pedalata e si arriva al ponte
che va in Serbia. Il Danubio da metà ponte con i celebri cieli azzurri del giugno 2013...



Le formalità passate al confine sono scomparse; nessun modulo, nessuna dichiarazione, basta la carta di identità. Nota di folklore; tanto ho parlato tedesco che ho salutato (servilmente e zerbinamente) le guardie al confine con un "dober morgen"..
La strada dopo il confine non e' questo granchè, nè come fondo nè come paesaggio. Compaiono però le prime scritte in cirillico e mi ricordo di cacciare i foglietti con la traduzione dell'alfabeto che avevo preparato.
Ho concluso in pochi minuti che non ci sta speranza; li tengo lo stesso nel portacartina in bella vista,ma tempo di ricordare o cercare 1 singola lettera e son già passato oltre, figurarsi un nome intero.

Aggiungi didascalia


Pedalando ho trovato questo cartello mai visto prima. Come galleria mi sembrava strana, e difatti non ne ho trovate;
poteva essere un sottopasso, ma niente da fare. Ho concluso che o si tratta di buco nero balcanico o di un più prosaicamente estetico "attenzione ai punti neri".



Continuando la strada verso Novi Sad ho incrociato 2 cicloviandanti. Un andava di fretta, con l'altro invece siamo rimasti una 20ina di minuti a parlare di : dovevieni/dovevai, fratelli/sorelle, mestieri e studi, linguistica (!!),origini del mondo, filatelia estrema. Ha cominciato lui chiedendomi se parlavo francese e qui la risposta la sapevo : "enpetipò ( dioppoi)" , ma poi è venuto fuori che è neozelandese e siamo passati all'inglese.
E mi ha detto anche se sono sicuro di essere italiano visto che parlo anche qualcosa di altre lingue. Ed io ingenuamente pensavo che fosse stato il nano puttaniere a sputtanarci nel mondo.
Comunque non ha voluto far foto insieme ( o forse meglio, non mi sono spiegato io).


Eccolo il cicloviaggiatore neozelandese che è partito da Istanbul per andare in Scozia ( dove ha una sorella, pero' vorrebbe passare da Udine che ha una cugina che lavora all'università, anche passare da Parigi e dall'Olanda che ci stanno altri cuggini...) 






Alla fine poco prima che cominciasse a piovere sono entrato a Novi Sad. E' una città città, grande a spanne il doppio di Udine, piena di traffico e con ciclabile cittadina ; ciclabile un pò scomoda per i gradini fintamente smussati, amour semre al riparo dal trafficone che ci stava. Ho fatto un bel giro in centro per arrivare alla fine a veder la fortezza di Petrovaradin almeno da lontano, che nel frattemp ha cominciato a piovere. Anche qui tanta bella gioventù e devo che se ti piacciono piccole/piccoli meglio cambiare zona.
Ecco la fortezza ed ecco il muro del TVB-TVVB-TVVVB serbo subito a fianco, il rio che si vede è sempre il Danubio.







Nei racconti di viaggio che avevo letto, la strategia di uscita da NOvi Sad prevedeva l'ingresso in autostrada per qualche km e poi uscire e iniziare le strade di campagna. Io ho desistito, il traffico faceva veramente paura  e stava piovendo giusto per gradire.
Ed ho fato un giro della madonna per uscire via diciamo statali/provinciali sempre trafficate. Non so se ho fatto la scelta migliore, comunque è andata. Dopo un a15ina di km comunque sono entrato nella campagna della voivodina: estese pianure con leggere ondulazioni. Leggere nemmeno tanto scoprirò a fine giornata.
Finita la pioggia è venuto fuori un pezzetto di sole:CALDONONONE. Complice anche l'abbigliamento antipioggia nero; preso mica per fare il fico si capisce, non ci stava proprio scelta. E quindi via con l'operazione Fregoli dei cambi repentini d'abito. Alla fine ho optato pe tenere su i copriscarpe e tener fuori dal basto con elastico pantaloni e/o giacca.
Qualche foto delle prime cupole ortodosse, di satori ciclistico ,  di strane sculture in campagna, del temporale che andava e veniva.









Ad un certo punto mi son fermato che sembrava la bici facesse rumori strani; capita che con la pioggia si tiri su di tutto e pensavo di dover rilavare con lubrificante il movimento centrale. Mi son fermato ma i rumori continuavanoed erano tuoni e lampi dietro di me. "Rapida" corsa nella speranza di trovare un riparo più avanti ed ho beccato una tettoia di venditori di verdure al momento non utlizzata. Il tmpo di 15 minuti ed era tutto passato e piovigginava e basta.
La sequenza di strada di campagna più o meno dissestata con qualche paese ogni tanto è continuata fino a Titel dove ho chiesto informazioni per un albergo a dei sioretti in piazza. Ho capito al solito meno del 50%,ma di quel meno di devo sempre ringraziare la mia uciteljca di sloveno Andreja.
Cena direttamente in albergo che almeno avevano sicuramente la lista scritta in caratteri latini..
Una ciotolona di minestra ( 3 piatti) assai bbona, un aspecie di stracciatella ma con anch everdure e carne.
Poi ho fatto l'errore di cadere nella tentazione della "Gourmanska pljeskavica": praticamente
una pizza margherita fatta di impasto di sarciccia e pezzetti di prosciutto , su letto di patatelle fritte
fette di pomodoro e 2 simpatici ciuffettini di insalata russa. Forse l'antidoping lo passerei, non so
pero' se nel calcolo dell'ematocrito entrano anche i grumi di grasso...
Bon dai, spero che domani la grande piena del Danubio debba ancora passare da Smederevo e che in ogni caso non faccia disastri; qui è veramente tutta pianura alluvionale del fiumone e diceva stamattina il Masarini che erano annoni che non ne veniva una così grossa.

Le solite medie e nel frattempo mi pappo una rakia sperando che riesca a corrodere le macromolecole di colesterolo.


km ore pedalate ore sosta metri ascesa vel. Media
142.8 5,44 2.55 685 24.8


Notte Notte

mercoledì 5 giugno 2013

5 tappa : da Oriovac a Ilok

Oggi partito senza colazione, solo 2 caffe' lunghi. A quanto pare normalmente i bar in Croazia servono solo per bere, se vuoi mangiare vai dove puoi mangiare ( ma non bere) . Che faccia parte della strategia balcanica per 1 milione di posti di lavoro ?
Comunque sia, poco dopo le 8 mi sono messo in moto, cielo bigissimo ma niente pioggia o vento. Ed e' stato così per tutto il giorno. Giornata cominciata bene che ho fatto 2 chiacchiere con la moglie del proprietario della soba in un pidgin tra sloveno, croato, tedesco, inglese ed anche un pò di italiano che aveva lavorato a Pirano. Abbiamo visto insieme il tg croato della mattina ed io dico visto non a caso...
Immagini di Danubio ovunque in Germania e credo Slovacchia, lacrimogeni e cariche di polizia ad Istanbul. Valentina ( mia sorella) non ti preoccupare! giuro che starò lontano dai pericoli. No, la maglietta non la metto lo stesso però.
Oggi qualche foto in più sono risucito a farla : ecco il paese infinito
Giuro, per la maggior parte della strada è tutto così. Non che sia brutto, ha le sue particolarità, ma son cresciuto e poi vissuto in città cresciute "a buccia di cipolla" e mi chiedo come ci si trovi a vivere in un posto che a me sembra senza punto centrale di ritrovo che non sia un bar. Però essendo nato a Bolzano mi son sempre chiesto come non facessero a usare tutti le droghe peanti gli abitani della pianura sconfinata, quindi mi sa che non faccio testo.
Oggi comunque mi sentivo proprio in forma; sempre con maniche lunghe e gilet di uindstopper ( è della Lidl, quindi non è wind!) che piovere non pioveva, ma freddo non mancava. E dopo una sosta strudel in una pekarna poco dopo la partenza ho cominciato a macinare km su km. Quando mi sono rifermato per bere e mangiare ( bboni sti struccoli croati) qualcosa ho controllato l'ora ed i km. L'ora non me la ricordo, ma stavo viaggiando alla media di 26 . Ci tengo a dire che non mi sono ancora liberato del carico di calze di nylon per scambi culturali...


Avevo letto nel libro di Rigatti che per strada si passava per il paese credo natio, ma in ogni caso ha il museo a lui dedicato , di Ivan Mestrovic. Vista la velocità tenuta lo avrei anche visitato volentieri, ma non mi hanno fatto lasciare in posto sicuro la bici con i bagagli e quindi mi sono accontentato di una foto dell'ingresso . Peccato però, prossima volta che non escludo.



Ma non solo questo si trova per la strada; ci sono panchine un pò ovunque, nei parchetti ma soprattutto di fronte o fianco alle case. Forse sono un sostituto vuoi all'aria condizionata in estate, vuoi forse alle piazze che non ci sono quasi in questi paesi. Ed ho trovato un nuovo modello Ikea : Stravakati con le ruote Müviti in optional
MI son fermato e tornato indtero a far la foto e nel frattempo è arrivato un sioretto. Che mi ha chiesto da dove venivo , dove andavo . Ho intutito almeno. Come lui ha intuito le mie risposte, in parte in sloveno ( quello che mi ricordo e con pronuncia e declinazioni stile tarzan), in parte a gesti. Siamo stati li a capirci a briciole per un 10 minuti almeno, mi ha invitato a casa sua a bere una rakia e li ho dovuto rinunciare a malincuore e salutare. Nel frattempo abbiamo visto insieme la carta con il percorso fino ad Ilok e mi ha detto ( credo sempre di aver intuito ...) di stare attento. Appena ripartito un altro giovane baldanzoso ( in realtà un mio coetaneo..) mi ha chiesto dove andavo; quando ho risposto Istanbul, ha commentato con un laconico "ohi ohi , polako polako". It'a a long way to Tipperary...

Un momento senza case e di satori ciclistico, l'essenza dell'infinito



Pedala che ti pedalo nel frattempo sono arrivato a Vinkovci, la strada era come un sentiero in dolomiti, per cui controllavo solamente la carta e non guardavo il gps. Arrivato ad un incrocione a T ho guardato l'attrezzo magico che era fermo ad un pò di km prima. Ho scelto di volè dove andare per poi scoprire che  il potente mezzo aveva perso il segnale dei satelliti ( in aperta campagna e pianura..). Poco male, con cartina e bussola ero riuscito lo stesso a prendere una buona direzione, quando però il segnale è tornato è stato un be eche ero finito in pieno centro cittadino. Ed era all'uscita delle scuole; tutte lefermate degli autobus piene di gioventù in atesa. Tra queste un gruppetto di 3 adolescenti "vecchio stile" nel senso di non vestite da abbordaggio selvaggio. Una delle 3 mi ha salutato, ho risposto lanciandole un bacio con la mano  e se a me ha fato ridere sereno, credo di aver rallegrato la giornata anche a loro 3 dalle risate e dai saluti successivi. Cazzerola se basta poco, è che mi dimentico ogni tanto.
Dopo la cttà comincia la strada per Vukovar; all'inizio piena di camion e traffico che man mano si perde per altre direzioni. Insieme al traffico è arrivato però anche un fastidioso vento laterale che complici la mia superficie non da silfide e il basto posteriore mi faceva sia sbandare che rallentare.
  Però mi sorpassano anche i camion che sentivano anche loro l'effetto del vento e quindi il sorpasso era lungo.
Ben pò, pedalavo storto ed a fatica, mi sorpassano i camioni  e tornavo diritto a piena potenza!
Visti i luoghi mi poteva far pensare alla canzoni di Bregovic che alternano lento e veloce unza unza.
E invece i suoni che immaginavo erano "quando saremo fora fora del valsugana..." nei tratti senza camion in sorpasso e il soud track de "Un tranquillo weekend di paura" con i camioni.
E quindi arrivato a Vukovar non ci sarebbe stato niente di meglio che "Un mazzolin di fiori". Ecchilo!


Anche a Vukovar le tracce della guerra sono piu' che evidenti. Credo lasciate li quasi apposta, credo sicuramente in qualche luogo, nelle case abbandonate credo perche' di qualcuno che non si vuol dimenticare sia stato li .
Anche qui le case non ho voluto fotografarle, mi è bastato vederle.
Quello che è stato lasciato come "monumento" triste si.          



















Poco dopo il monumento vedo, freno, torno indietro e fotografo questi 2 cartelli cicloturistici.
Quello in alto sarebbe superabile solamente da un "Ciclovia Catania Vladivostok"






Passando per Vukovar sorge il dilemma : faccio il lavativo e mi fermo a Vukovar o mi sparo questi meno di 30 km fino ad Ilok come previsto? L'odometro del gps segna una media di poco oltre 26 km/h. E sono rimasto basito.
E quindi vista la media e l'ora ( poco dopo le15 ) mi son detto via che in una oretta son la.
E avevo anche letto sia sul libro di Rigatti che su altri resoconti  che la strada era infingarda e vile con su e giù e su e giù e ancora su e giù. Ecco un altro momento di satori ciclistico...


Quello che non dicono però è che oltre ai su e giù, una buona parte dei paesetti che si incontrano per la via sono stati costruitio in ABISSI. In altre parole si piomba giù come i caccia per un 8-9%, si frena brutalmente che il paese è in curva e la curva è piena di terra/sabbia, comincia l'erta assassina ( dopo 130 km) sempre dell'8-9%. A parte qualcuna sui 6% ma più lunga..
Alla fine son arrivato ad Ilok. Sono alla Pansion Masarini, niente paura Croato 100%. Però è un bel posto, i padroni ed il resto della troupe sono gentilissimi.




Sono stato poco più giù a vedermi il Danubio. ENORME.








 





Ed anche Ilok devo dire che ha un suo perche.'






Eccole le strepitose medie della giornata ( peccato gli abissi e la loro risalita...)

km ore pedalate ore sosta metri ascesa vel. Media
150.5 06.12.00 1.54 538 24.2

Domani entro nei Balcani profondi: Serbia.
 
 Notte notte

4 tappa: da Sisak a Oriovac

In differita che ieri sera non ci stava internette; le note comunque le avevo scritte ieri sera, stasera "ho corettto un pò di erori". 

Oggi la colonna sonora della tappa e' stata monotematica: Riders on the storm, E' la pioggia che va, Senti come piove, Finchè la barca va; tutta la giornata fredda e piovosa.
Stamattina mi sono alzato prestone dato che le previsioni davano pioggia con probabilità
leggermente maggiore di 1 e volevo iniziare i primi km almeno senza pioggia. Alle 6 e qualcosa pioveva di già , però poco dopo le 7 ha smesso per almeno 37 secondi e sono partito.
E faceva pure un discreto freddo: chi mi conosce bene, sappia che sono uscito "di casa" con la maglietta
tecnica a maniche lunghe, ho indossato l'abbigliamento antipioggia e l'ho tenuto ben chiuso dalla partenza
all'arrivo. Ho aperto qualche spiraglio solamente in un paio di soste caffe'.



La slavonia e' esattamente come l'aveva descritta Rigatti : un paese ininterrotto.
Assomiglia per certi versi alla zona basso veneta dove ho abitato per un po' di anni. Lungo la strada
castellana è difficile trovare spazi ampi tra un agglomerato di case /paese e l'altro. Qui la lunghezza della strada è decisamente maggiore e le case sono poco in profondità, normalmente una casa per lato.
La cosa che le differenza maggiormente però ( oltre a lingua, architettura, centri commerciali,...) è il fondo stradale decisamente buono e l'ampiezza della carregiata decisamente superiore questa di slavonia.
Altra cosa veramente differente e' stata la presenza prima di cartelli che annunciavano i progetti di sostegno economico da parte deglu USA , poi cominciare a vedere le case con i segni vuoi dei proiettili di arma portatile, vuoi di granata. Anche nelle case restaurate risaltano da sotto il colore nuovo. Come fosse un vaiolo che e' possibile eliminare solamente con un lifting che molti fanno : il capotto termico alla casa.
A vederlo in tv anni fa o in foto non e' la stessa cosa; sarà anche che di malta ne ho fatta un pò in questi anni di ristrutturazione casa, ma mi ha fatto stare in silenzio anche con i pensieri.
Un paio di foto per cambiare argomento: l'altra cosa particolare e' che nel giro di pochi metri si passa da Kroda purissima ad Alto Adige tradizionale. L'alberone nelle foto è in comune




La strada e' marcata con i segnavia della cicloturistica della Sava ( Ruta Sava); per adesso ci sono poche sobe ( affittacamere) o ricettività in generale, ma se si organizzano un pò sarebbe proprio un bel percorso.
E' mediamente in piano/ discesa, qualche su e giù ci sta per carità, ma oggi ho pedalato con un dolore in fase di remissione al tendine di achille sinistro ( calzetti troppo stretti per la mia volitiva caviglia), sotto la pioggia con una media sopra i 20 km/h.
Ho fatto 3 foto in tutto il giorno e sempre scattate durante brevi soste sotto i predellini dell'autobus.
Peccato perche' anche in questo tratto qualche dettaglio di pregio ci sta. La strada ha parecchi nidi di cicogne sui pali della luce; non le ho fotografate, a Fagagna riesci anche a vederle negli occhi. E do sempre ragione al mio amico Nicola : certo che sono brutti come uccelloni! 
Una fregatura colossale di queste "villette a schiera" di 100 km è la dificoltà di fare una pp volante; parrà
problema da poco, ma tra la posizione in bici e la pioggia!
Comunque oggi la strada è andata da se; qualche tentazione di fermarmi molto prima del previsto la ho avuta. Ho preferito tenere botta ed andare avanti. Ad una 30ina di km dall'arrivo previsto, all'ennesimo scroscio forte, con in mente un cartello visto poco prima "Hotel Xzwkzr" mi si è presentato sulla destra  il maggico cartello con letto, posate incrociate, P di parcheggio.
Mi sono immediatamente fermato; il paron non capiva il mio povero sloveno ed io non capivo il suo croato.
Alla fine abbiamo parlato in tedesco; mi ha chiesto se la stanza la volevo subito o stasera. Mi ha lasciato basito. Vestito da biciamante, con tutti gli strati antipioggia pieni di pioggia, stava piovendo che dio la mandava, smerdazzato ovunque dallo sporco tirato su dalla strada E TU MI CHIEDI SE LA STANZA LA VOGLIO STASERA??
Devo aver fatto la faccia da " ok, capito, faccio altri 6 km e vado all'hotel Xzwkvr del cartello" e mi fatto vedere subito dove mettere la vici e poi la stanza. Sono da solo in tutto lo stabile, cenato nella birreria
che ha la soba come attivita' complementare. 100 kune la stanza, 80 al cena, me par ben.
Preparo la tappa per domani e leggo un pò.
E stavo dimenticando le medie giornaliere!

km ore pedalate ore sosta metri ascesa vel. Media
136 06.25.00 1.33 492 21.2

Notte     

lunedì 3 giugno 2013

3 tappa : Novo Mesto - Sisak

Tappone bello lungo oggi. Cominciato come al solito con saliscendi, poi trasformati in su e giù e quindi finalmente in brevi salite e brevi discese. Ma non era la piana alluvionale della Krka ??
Però tratti in mezzo al bosco, tratti in mezzo alle colline, tratti coltivati,ogni tanto qualche semplice magione con campo da golf a qualche buca.






Ma poi tutto ad un tratto dopo l'ultimo scollinamento e dopo essermi fermato a bere un caffè con fettona di torta ( con panna anche, che la roba bella della bici è che consumi come una ferrari) ecco finalmente la pianura. Comincia la zona in cui la Krka si lancia con forza cieca di baleno dentro la Sava. Quindi pianurissima. Almano fino a Catez, dove la strada statale per il confine corre parallela all'autostrada e stretta da un lato dalle colline. E quindi sempre su e giù. Maledetta quella volta che mi son definito un tecnico del su e giù.
Comunque  finalmente passo il confine, mi fermo nella bella cittadina di Samobor a cambiare kune croate ed a mangiare qualcosa. In piazza , come anche per tutta la strada di oggi , ci sono bancarelle con fragoline, one, accie. Un mezzo chilo di fragole sotto l tiepido sole prima di rendermi conto che non era ancora mezzogiorno ma i tavolini dei bar in piazza erano pienissimi. Tutti barbieri & parrucchieri ? Ben, comunque le fragole erano buone anche se un po' acquose. Chissà come mai...
Riprendo la strada per Zagabria piena di traffico e abbastanza rovinata  fino ad un paesello dove il piano di battaglia mi porta via per il piè di colline che circonda alla lontana il sud ovest di Zagabria.
Molto piacevole, ma le nuvole si addensano sempre di più. In prossimitàdella periferia di Zagabria comincia a piovere bene. Mi cambio come Fregoli e ricomincio a pedalare per accorgermi dopo poco che avevo fatto na c@zzata de paura: avevo incluso un pezzo di tangenziale assassina.
Respiro profondo e nervi d'acciaio ( in realtà paralisi parziale dovuta a terrore) e faccio questi 7-8 km guardando solo avanti e raramente il piano di battaglia fino all'inizio della ciclabile cittadina che core parallela alla strada terrificante. E' andata bene, ma non vedo l'ora che la Croazia aderisca a Schengen e se dovessi rifare un giro di questo tipo, prenderei per le montagne evitando come il tigi di Emilio Fede, Zagabria e le sue tangenziali.
  E' anni che volevo usare questa citazione: Zagabria  ci son stato con amici, era un pò triste molto graaaande. Adeso non è più tanto triste. Sotto la pioggia ho intravisto alla periferia i rottami delle fabbrichette anni 50-60 ( come da noi d'altronde); però ne sono sorte di nuove. Passando non troppo distante dal centro ( non in zona grattacieli) durante una piccola tregua dalla pioggia che andava e veniva, ho fotografato questo centro commerciale. La struttura era un classico parallelepidedo da socialismo reale, ma le targhe fuori sono le stesse che si trovano ovunque in europa.
Comunque dio strabenedica il signor Garmin ed i suoi gps. Anche uscire da Zagabria non e' per niente facile. Una volta esaurito il percorso via ciclabili cittadine, soddolori. Le grandi arterie dividono la citta' in settori non comunicanti; se sei pedone o ciclista devi memorizzare bene il film Il Cacciatore e al terzo MAU MAU, cercare di attraversare o partire. La benedizione è motivata appunto dalla possibilità che mi ha dato di attraversare quartieri periferici senza carta stradale alcuna ( se non quella digitale caricata); la possibilità di ripianificare al volo e senza sfogliar carte , piegarle , metterle nella borsa manubrio bestemmiando in eblaita , ed uscirne indenne .
    Il pezzo di periferia che ho girato è praticamente semicampagna: un tripudio di orticelli, attività artigianali e traffico scarso. Molte buche è vero, ma nessuna che riuscisse a contenermi.
E nel frattempo è uscito pure il sole, e poi di nuovo pioggia e polako polako sono finalmente arrivato a Velika Gorica. Poco dopo fuori completamente dal traffico nella zona delle golene della Sava. DIre oasi è dire poco; specialmente dopo il tutto nel videogioco delle tangenziali o strade al alta percorrenza.
La strada è strettina, ma il traffico è praticamente inesistente. Lungo il percorso poi compaiono delle bellissime case o tutte in legno o meta' in laterizio e metà in legno. Qualcuna conservata de dio, qualcuna cadente, ma comunque belle. Ne metto 2 che mi hanno colpito



Poi mi ha colpito anche questa , ma non la casa,  il tetto della cuccia del cane. Mica bagigi!
Lungo la strada di golena era pieno di attività agricole; di signore anziane vestiìte di nero che badavano alle oche; di contadini con visi di terracotta. Non li ho fotografati, mi sembrava di essere un vuaier ( lo so che non si scrive cosi', ma basta il senso)
Invece ho fotografato questo che ancora resiste, non ha cambiato nome, non si è fuso.

Somo arrivato un pò stanchino a Sisak. Sulla carta ci dovevano essere 3 alberghi. Però 2 hanno chiuso, e quindi sono bellamente alloggiato in un signor 3 stelle . Non ho nemmeno provato ad esibirmi con il mio "fluente" sloveno ed ho chiesto se parlavano inglese o tedesco. La receptionist ha preferito il tetesco; poi quando le ho dato i documenti ha esclamato " ma sei italiano!".
E uno si da tanto da fare per studiare lingue per non vergognarsi di fare "l'italiano" , ma robe di mati.
Ben, la cittadina non sarebbe nemmeno male. Si trovasse da dormire ed anche da mangiare! Ho mangiato in un take away; per il resto ci sono bar ogni 20 metri. FInita la terra della Lasko, dei paesetti da 2000 abitanti con 3 sobe e 2 gostilne. Cosi'all'interno in Croazia non ero mai stato; oggi è iniziato il viaggio vero, quello ni posti che non conosco, verso la città più bella del mondo.
Bon dai, 2 statistichee non rileggo nemmeno ; vado a dormire che anche domani tappone e prevedono pioggia e freddino su tuti i siti degni di nota e non che sono andato a vedere.

km ore pedalate ore sosta metri ascesa vel. Media
152,2 7,44 1.52 464 19.7
 

domenica 2 giugno 2013

2 tappa : Logatec - Novo Mesto

Anche oggi il dio dei cicloamanti è stato generoso: poca pioggia, tutto sommato non troppo freddo ( per me ovviamente) e financo degli squarci di sole; quando avevo addosso gli strati antipioggia ovviamente...
Dopo la pioggia della sera e durante la notte, stamattina c'erano ampie tracce di azzurro perse tra i nembocumuli da tregenda. Dopo colazione del campione ( io ADORO la colazione nordica, oltre al canonico pane&burro&marmellata anche un po' di cose salate) via in camera a chiudere le borse e vestire i panni del pedalatore. Appena uscito dal pasese, un tratto di qualche km a lastre di cemento; il traffico e'  quello della domenica mattina presto: inesistente e insonnolito. Bene perche' dovro' fare più di qualche km di statale prima di girare per strade alternative. Parecchi ciclisti solitari o in gruppo, qualcuno saluta , qualcuno snobba il pellegrino ( nel senso di vestito in modo approsimativo e con basto sulla bicicletta). 
Finita la percorrenza su statale poco dopo Log Dragorner, cominciano finalmente le strade secondarie, il verde e la campagna. E' bella questa parte di slovenia a sud di Liublijana, la capitale sembra ad anni luce e invece sara' a circa 50 km. Gli orti sono ordinati come circuiti stampati, sempre insieme a patate , cipolle, fagioli , trovano posto anche dei fiori piccoli, grandi, enormi ed anche cespugliosi. Qualche casa abbandonata, ma la maggior parte sono abitate e tenute bene; mi fan venire un pò di rimori di coscienza per come tengo la mia ( e del direttore di banca). Ben, proposito per questa estate sara' il ricominciare a far lavori ( e qualcuno a farlo fare, che tengo una certa età).
Prima di ucire da Ig, mi imbatto in questa installazione . Non ho capito ben cosa rappresenta, però mi piace.



Vagolo per la pianura ondulata in direzione dell Krka, ameno fiumotto sloveno; la lettura della mappa e del gps ogni tanto mi fa venire un pò di panico : sono attorniato da montagnette e le nuvole da pioggia sono sempre in agguato. Quale sarà di queste la cima Coppi odierna ? In realtà alla  fine le evito quasi tutte; il percorso in parte pianificato , in parte calcolato, se ne va sinuoso sul limitare delle terrificanti rampe . Tutto il percorso sale alternando strappi decisi a discese piu' dolci, ma il computo finale rimane a favore delle salite . E quindi guadagno l'accesso alla valle dell Krka quasi gratis. Quasi eh!
Per risparmiare strada e fare percorso piu' bello, forse ripercorro un pezzo della strada per Istanbul di Rigatti; non so se e' lo stesso, ma certo è che  è macadam.
E comincia a piovere... . Una opportuna tettoia/garage ( botta di culo mica da ridere) mi consente una sosta per mangiare qualcosa, bere , un cichin ed anche la preparazione con i pezzi decathlon antipioggia oltre che alla copertura di borsa anteriore e posterione. La strada prosegue nel bosco in salita non dura, ma lo sterrato bagnato oltre a fare un deciso attrito viscoso, mi smerdazza i capini appena estratti da cellophane e la bici. Po ben, battezzati anche questi e devo dire che funzionano. Traspiro molto più io di loro, ma son fatti bene ed hanno un costo abbordabile.
Nonostante il bosco, la pioggia arriva copiosa. Poi come e' arivata scompare e comincia a filtrare il sole. CALDISSSIMO!

 Tolgo almeno il cappuccio volante di goretex e slaccio il resto e dopo una lunga e dolce discesa arrivo a Krka. Da qui in poi e' sempre e di più un tripudio di verdi ; la strada segue ogni nato ilprcorso del fiume , ma non è mai noiosa o troppo pianeggiante. Il traffico è sempre scarsisimo e domenicale; non vado quindi a cercare strade alternative  e proseguo deciso lungo la statale/provinciale che mi portera' a Novo Mesto.





Dopo un'alra 20ina di km arrivo a Zuzenberk e mi fermo a mangiare qualcosa e sgranchirmi le gambe ( la parte terminale in realtà,  le chiappe insomma...).
La cosa notevole del paese oltre alla posizione in riva alla Krka, e' il castello abbastanza ben conservato; ristrutturato piùà che conservato, ma va ben lo stesso.





..

Sono oramai in dirittura di arrivo; la tappa di oggi è poco più di 100 km, ho passato gli 80 e sono abbastanza fresco. Consulto le mappe che se Catez non e' troppo lontana ed il tempo tiene, potrei quasi fare qualche km in piu' e farmi qualche ora alle terme. Il consulto da esito negativo, al'orizzonte le nuvole sono sempre nere e minacciose, tra Novo Mesto e Catez ci stanno almeno 40 km. Finito di pensare e controllare ecco il cantare delle sirene di Ulisse.
Diobonone...
CI son stato un attimo a pensare, ma poi sarebbero stati piu' di 20 km in più domani e nella zonaq croata dove andro' mi sa che al di fuori dei centri più grossi si trova poco da dormire. E allora via, mi son legato da solo al cambron della bici ed ho proseguito. Meglio, perche' dopo qualche km, passato sulla destra orografica del fiume ho trovato una panetteria ed ho mangiato un signor strudel di mele. Si lo so, è come dire che le terme erano acerbe, ma lo scìrdelone era buono sul serio!
Appena rincomincia a piovere compare il cartello Novo Mesto. Mi riparo soto un cavalcavia e meto almeno la giacca da pioggia. Rapido giro in città per capire dove sono e poi vagolo brevemente fino a trovare l'incrocio giusto con il cartello SOBA in bella vista. Entro, mi esibisco in fluente sloveno ( non lo scrivo, ma più o meno "parlo molto poco sloveno, lei parla inglese per favore?"), mi fanno vedere la stanza , carina e perfino grande. Ma tanto con la pioggia che sta venendo giù sarebbe andato bene anche un sottoscala. Vado a mettere in garage la bici e li Carramba che sorpresa! Ho contato 12 biciclete 12 tra Mtb, Bc, Trekking, ciclocross, citybike. Il paron e' un bici appasionato che in gioventù ha fatto agonismo; chi mi ha acclto e' il figlio, lui purtroppo è in ospedale che la scorsa settimana è caduto in bici e si è scassato il bacino...
Gli mando un augurio anh se non l'ho visto di persona; il garage era pieno di foto, gadget, coppe.
Per chiudere la statisica del giorno e qualche foto di Novo Mesto

km ore pedalate ore sosta metri ascesa vel. Media
104,2 5,11 1,26 545 20,1



Questa mi piaceva pensare che fosse diretta contro la mia patria di adozione; invece ( tramite gugl quindi non garantisco) sembrerebbe dover dire "consentito per il tessuto e Furlan". Nostradamus puro...

Notte notte

































sabato 1 giugno 2013

1 tappa : Flumisel - Logatec

Ben pò, mai mi sarei aspettato sole questa mattina. Dopo sazia cena con il mio psikiatra ( e' n'amico,il mio supporto psicologico, e non solo, ogni tempo; non sono, per adesso, in cura per i miei istinti omicidi...), il riposo del giusto e la sveglia dell'ansioso. Odiodiodiodio, fai tutto con finta calma e malcelato morbin. Mi aveva annunciato ieri Donatella che il meteo sloveno, in netto contrasto con Osmer dava una finestra di bel tempo; credere sempre al modello sloveno che  non per niente si chiama Alladin ed anche a Donatella che lo sa leggere bene. E quindi dopo aver ricontrollato di aver chiuso il gas, rumato su la spazzatura, chiuso l'acqua, chiuse le finestre, dimenticato quasi nulla, telefonato e messaggiato  fratelli ed amici , un italico e maschio cafe' nel bar del paese e via verso oriente.
Senza dimenticare prima almeno 15 minuti di tentativi per fare un autoscatto con Roberto . Un po' l'agitazione, un po' l'affrettata lettura del manuale di istruzioni della macchina fotografica, ma alla fine ci siamo riusciti: noi 2 dietro al mezzo tecnico.
Muscoli subito guizzanti aggrediscono i rapporti; poi pero' girato l'angolo verso Monfalcone il ventone, che Marco da Trieste mi aveva annunciato, comincia a farsi sentire. E il guizzar delle fasce muscolari era anche dovuto all'efetto diciamo bolina . Non feroce sto vento, ma tra la mia superfice e quella dei bagagli, l'effetto vela si fa sentire.
Poco prima di Sistiana sento pivettare : sono Gabriella e Marco che stanno portando Lorenzo al corso di vela; ma in coppa alla macchina ci stanno le biciclette!! Mi accompagneranno per un pezzo del viaggio.
Comunque sempre dritto fino a Sistiana e poi comincia la lenta salita verso il ciglione carsico.
Qui il vento si sente meno e si va tranquilli che la pendenza non e' esagerata. E poi mi sento dire " Ma che bel culo!". E sono i Pissisis che son tornati dai doveri genitorali, mi ha raggiunto e sorpassato per andare piu' avanti a montare le bici. Non mi ricordo ben dove, ma qualche km prima di Prosecco Marco mi raggiunge in bici, Gabriella ci aspettera' al valico di Monrupino.
Marco propone subito una variante al percorso che lo renderà un pelo più corto ed anche più sicuro andando per quella che Rigatti chiama " la strada dietro gli orti" . E il vento si fa sentire un po' di piu'...

Autoscatto di rito poco prima del vecchio valico di confine, qualche metro di salita e poi via per una entusiasmante discesa!  E poi di nuovo alla ricerca di strade alternative ed anche di qualche pezzo di macadam. FIno ad arrvare alla statalona che porta a Lubiana che alla fine abbiam seguito in alternativa ad un altro percorso che però ha il difetto di fare taaanti su e giù. E il vento intanto continua. E anche la salita. Fino a Dolenja Vas dove ci siamo fermati a mangiare qualcosa stremati dalla infinita salita controvento e dove un sioretto ci ha detto che stavano inaugurando una pala eolica che si vedeva sullo sfondo. Era la giornata ideale per la produzione di energia visto il vento, ma era ferma appunto perche' la stavano inaugurando...
E insomma polako polako siamo arrivati alla fine a Senozece dove ci siamo salutati. Io ho proseguito verso la meta, i due epicurei hanno CASUALMENTE  concepito un ritorno che passava in modo fortuito davanti ( e anche dentro) ad un panificio.pasticceria-focacceria dove mi dovranno portare prima o poi. Mi ha mandato messaggio questa sera : ritorno a velocità warp con il vento a favore ...
Tra saliscendi e bataglie con il vento ho raggiunto prima Postumia ( noto per essere un paese in salita e controvento, grrr) e, dopo bella e lunga discesa seguita da saliscendi ( ma guarda te, controvento...) infiniti, Logatec . Il cielo alternava grigi da temporale a grigi da tempesta (ah, è il clima mio..)  ma alla fine ha tenuto fino in fondo. Adesso che scrivo post signora cena piove; per domani il tempo e' previsto biggio e piovoso. Ma confido molto nella mia scarsa capacita' di lettura delle carte meteo. E comunque in ogni caso sono in ferie e mal proprio mal che vada, domani posso sempre allungare fino a Catez, accorciare a Zuzenberk o decidere quel che voglio fare.
Un 2 proprio 2 dati tennici

 
km ore pedalate ore sosta metri ascesa vel. Media
109,5 6,29 1.38 1268 13,5


 La media e' da triciclo lo so; ma tanto tanto vento e salita uffa!
 
Notte Notte