mercoledì 11 giugno 2014

Tappa 3 : San Giovanni Lupatoto - Brescia





09.06.2014
Partiti non prestissimo da Verona, sottoposti a cura ingrassante da sorella e cognato, abbiam purgato un pochino  di gas di scarico per uscire dal polo attrattivo di Verona.
In compenso siam passati e ci siamo fermati a Villafranca, per prendere acqua, qualch efrutto e stare un pochino guaivi su panchina e all'ombra. Non ci eravamo mai passati ed è carina; i pochi abitanti con cui abbiamo interagito erano cordiali; anche qui come quasi ogni giorno vengo avvicinato da "origginali". Non so ben come mai, normalmemnte non succede, ma quando sono in tenuta ciclistica mi capita sempre. Che sian le gambe ? Il polpaccio volitivo ? La maledizione dell'ottava division di rigattiana memoria ? Nin zo, ma comunque mi fa piacere scambiare quattro chiacchiere e in questo caso anche il consiglio sula fontanella con acqua fresca e buona che non era nel parco sotto le mura dove ci eravamo fermati.

Nel limite tra campagna-industria-abitazioni ogni tanto son comparsi nomi di paesi degni di attenzione maxima; uno sembra  un "sottolineativo" toscano, gli altri 2 quello che si desidera





















Pian piano siamo usciti dala campagna strana per entrare nella campagna estesa vera, bella e basta; per entrare nel risorgimento con i nomi Custoza, Solferino. E senza dimenticare il bellisimo parco del Mincio e Valeggio sul Mincio, molto bellina e con produzione di tortellini molto molto bbboni  checchè ne possano dire bolognesi ..
 
 
Le colline nelle zone attorno al Minio sono decisamente  belle , merita tornarci sicuramente.
Pero' mentre in cima a queste si stava benone nonostante il sole fosse decisamente alto e caldo, appena tornati in basso siamo passati dalla calma bucolica al delirio di traffico assassino, alla puzza di camion e macchine tranne in qualche breve tratto fino a Brescia.
Dopo le meraviglie delle colline non ho piu' fato foto, preso come ero a cercare di andare il piu' dritto possibile, evitando le buche più dure ( cit) ndo ansiosamente il percorso per vedere se si trovava una alternativa meno tossica.

Niente da fare tranne qualche pezzetto, provinciale assassina e via cosi'.
Alla fine siamo arrivati a Brescia dove avevamo prenotato in un albergo vicino all'ospedale( anzi, come lo chiamano loro anche per iscritto, Spedali Civili...)  . Per arrivarci siam passati in una zona di ville di inizio/fine secolo scorso SPETTACOLARI, con parchi e alberi secolari. Non ci siamo fermati a leggere i campanelli, temevano di leggere Vanderbilt, Shaeffer, Malborough, Savoia, Romanoff, ...

Comuque albergo con piscina sul tetto : mai provata prima tale libidine . Claudia poi ha completato l'opera raccattando dalle macchinette 2 bire  (  Moretti offcourse) che abiamo mollememte sorseggiato a bordo vasca.
Poi la sera la maledetta applicazione androide ci ha segnalato un ottimo ristorante a 200 metri. Prima abbiam dimostrato la nostra scurrile volgarità nella interazione con il navigatore parimenti androide, poi abbiamo perso definitivamente anche il purgatorio scoprendo che i 200 metri era di dislivello. Dio li strafulmini sti programmatori animali che dovrebbero esere condannati a vivere usando le loro applicazioni; mica come me che faccio le cose benissimo si intende!
Comuqne abiam mangiato bne, cpon Brescia ai nostri piedi e faceva anche un pochino ,meno caldo che in basso, ma tanto poi ci siam dovuti tornare in basso...
 

Tappa non lunga, ma decisamente sudata anche questa


km 84.90
Dislivello : 401

martedì 10 giugno 2014

Tappa 2 : Treviso - San Giovanni Lupatoto






08.06.2014

Oggi tappissima e caldissimo. Partiti da Treviso non presto per esigenza di servizio e per un giretto nel centro di Treviso che si stava risvegliando dal sabato notte bravo. Ma bravo sul serio che la città è piena di gente che mangia e beve, e beve . Quindi via per la campagna, ripassando dopo un pò di km per le parti dove ho vissuto per un pò di anni.Nessuna nostalgia devo dire; ci sono degli scorci decisamente belli, ogni tanto dei gioielli di ville antiche ed anche qualcuna di inizio secolo o anche addirittura moderne che valgono la pena di una occhiata.
Sicuramente la perla mostrata in foto fa parte di queste moderne che val la pena, anche Warhol ne sarebbe stato entusiasta. 

Nel mentre comunque il paesaggio di pianura era mediamente noioso; il traffico era quello della domenica lontano dalle vie che portano al mare o alla montagna.
Però ogni tanto i nomi delle strade mi hanno ricordato quelli di Strade Blu, pazzi come uno non si immaginerebbe. 2 fulgidi esempi di seguito

 

























 Pedala pedala paesaggio mediamente devastato fino ad arrivare in zona Vicenza dove la campagna è anche più bella, più vigneti , però putroppo anche sempre piu' caldo. Passando in mezzo tra i Berici e i gli Euganei siamo incappati in una baitina con macchinette automatiche con latte , yogurth, burro, ciliege, etc etc ed una magnifica fontanella subito di fronte. Noi cercandola abbiam provato la maniglia di una  porta che stava di lato, la porta si è aperta e ci stava dentro l'omo che caricava le macchine con il piumino... è arrivata una zaffata di paradiso breve come un niente. Comunque acqua era fresca e buona,  lo yogu da bere era buononissimo e freddo come meritava la giornata.               


















Poco prima di Cologna una formazione di roccia in mezzo al grano. Gia' in pianura ma un residuo dei colli lontani è arrivato/rimasto/non so anche qui.

Da qui in poi solo cavalcavia, caldo e stanchezza dovuta ai km fatti, al caldo sopportato, alla stanchezza della tappa lunga del giorno precedente .
Alla fine ce la abbiamo fatta ad arrivare a San Giovanni Lupatoto. Comitato di accoglienza migliore non potreva esserci: mio fratello Enrico di vedetta , mio cognato Vincenzo con telecamera, mia sorella Valentina con bandiera italiana.
Era tardone e quindi non ho fatto nessuna foto ( tanto era all'opera Vincenzo con i suoi potenti mezzi), e anch eperchè la tavola era già imbandita, birre origginali ceche stappate, salame  tagliato, pecorino siculo li che ti guardava con gli occhioni, e tutto il resto.
Quindi "allegri" per la bira a stomaco ardentemente vuoto e parzialmemnte soddisfatti da salami & C ci siamo docciati per poi passare al pollo al forno e ai dolcetti. Si lo sa, pedalare affama....
La mia splendente sorella, prima che crollassimo definitivamente, ci ha anche fatto lavatrice smart con le schifezze del giorno. Alla mattina eran fresche e profumate come prima di partire. COlazione dei campioni e poi via verso la lombardia


km :  136
dislivello ::  --

domenica 8 giugno 2014

Tappa 1 : Fiumicello Treviso







 La giornata comincia bene ma con sveglia ad ore improbabili, per finire di preparare la casa alla mia assenza per 3 settimane, a controllare che fosse tutto chiuso, a riaprire l'acqua che avevo chiuso ( altrimentri che ho messo a fare l'irrigazione a goccia con la centralina), taglio capelli residui, barba , colazione dei campioni e quindi partenza. Poco dopo le 7 ero per strada per andare all'appuntamento con Claudia e Barbara nei dintorni di San Vito al Tagliamento ; le Kosta sister dovean partire da Tricesimo per le 07.45 o giu' di li , per essere in zona Codroipo  verso le 10 e quindi a seguire a San Vito. Quindi dopo qualche km , ho cercato di spingere un pochino di piu' sui pedali per non fare tardi all'appuntamento. Quindi niente foto; a parte questa che mi sembrava di gran e buon auspicio.

Alla fine son arrivato a San Vito con anticipo rispetto alle amiche ( cartine traditrici!) , ma starmene un po' all'ombra stravaccato sul marmo sotto il duomo non è che mi abbia fatto tutto questo schifo, anzi! Quando ci siamo ritrovati, abbiam bevuto e mangiato qualcosa insieme  e poi abbiam avuto una esperienza extracorporeosensorialgustativa che Barbara ha fissato sulla pellicola digitale:


Giuro che non lo sapevamo, ma in piazza del duomo a San Vito hanno montato sta cosa qua. Ho il tremendo sospetto che il nostro ufficio stampa ci abbia craccato o la carta di credito o l'accesso al conto ...
Però sti segni del destino...


 Abbiam salutato Barbara che tornava verso casuccia ; ma non prima di un autoscatto a trois. Che qui cielo azzurro e roba di ferro dietro,  quasi quasi si sospetta che sia Parigi.  O almeno un traliccio dell'alta tensione, ma sempre francese si intende! Nel frattempo era passato da un pò mezzogiorno e il caldo si faceva sentire sempre di più. Il tragitto era a tratti di ciclabile, ma in ogni caso non ci stava un granchè di traffico; molto probabilmente tutti al mare o in montagna.

Il caldo ci ha fatto fermare più volte per approfittare dell'ombra di qualche albero o casa; abbiam rifornimento di acqua una sola volta, ma tanto quanto aumentavano le soste, diminuiva anche la velocità. Anche perche' in fin dei conti, di tempo ne avevamo a disposizione parecchio
Arrivati in prossimità del Piave, non potevamo evitare qualche scatto ; a proposito, mi sa che non lo ho spiegato bene , ma Ragazzi del 99 , o meglio sarebbe dei 99,  è perchè Claudia ne ha 49, io 50... E quindi anche svelato il titolo del viaggio di Claudia, compiendo gli anni ad un giorno di differenza l'un dall'altro ...



 Comunque alla fine siam arrivati a Treviso, ci siam piazzati nell'albretrghetto che Claudi aaveva trovato e poi vai in centro per mangiare e anch ebeìre qualcosa. Città piena e gaudente, ci siam ( è colpa mia che ho visto ed insistito..) piazzati nella isoletta mercato del pesce, che ci stava una manifestazione godereccia che proponeva  birre artigianali e belghe in combinazione con piatti di qualche ristoratore. Sulla carta una fikata, all'atto pratico casin di gente, casin prendere la roba, casin con un grupetto che suonava dal vivo vecchi hit, casin da aspettare. Insomma, un gran casin.
Dopo aver finito di cenare in mezzo alla bolgia, siamo andati un po' in giro alla ricerca di un baretto tranquillo in cui bere ancora qualcosina, che il gran caldo e il cibo comunque sapido rano mica placati con il sacrificio di uan sola bottiglia di birra in 2!
Gli unici baretti tranquilli incontrati erano quelli chiusi e quindi stanchi siam tornati in albergo. Per strada un kebab gestito alla italiana aveva birra in frigo ed è stato un effimero piacere berla camminando . Effimero che appena finita ne avrei presa un'altra e poi un'altra e poi...  

Domani altra tappa lunghetta verso San Giovanni Lupatoto, ma ho già avvertito la sorella di metter la birra in fresco!

Chiudo con altre 2 fotille di come facevan le cose e di come vengono fuori adesso : tristessa..







Media scarnisime, che ho dimenticato di resettare il gps. Km e tempo pedalato li ho tirati fuori, ma medie, dislivello eran inutili anche da tirar fuori : pianurissssima e  quindi trascurabile il dislivello ( qualche cavalcavia, qualche leggera discesa/salita nei tratti che andavano verso/dal  mare). La media invece non avevo voglia , ma noi non si molla ( e boia chi..)

Km 148

tempo pedalato 07:37



giovedì 5 giugno 2014

I ragazzi del 99 : Fiumicello Parigi e anche Londra


Quest'anno basta solitudine, si va in compagnia e si va ad ovest.
Complice del viaggio del mezzo secolo di Claudia, aggravanti lavoro e casini vari, quest'anno ho pianificato poco o nulla. Fino a Parigi mi affido al progetto/sogno di Claudia aka Kosta ; poi le tenterò tutte quante per farla venire fino a Londra con la piccola regina ( romanticamente in Franzia la bicicletta  la si chiama così) : formaggio grassisssssimo di Normandia, paesaggi da impressionisti, ciclabile nuova di stecca ( inaugurata nel 2012 per le olimpiadi), oddio oddio vorrai micca fare il tunnel sotto la Manica che se per sbaglio han messo poco cemento vedi te il casino, sensi di colpa e ammenicoli vari. Che poi fa tanto la ritrosa e la modesta, ma se vuole non molla mai.

Per farla breve non so nemmeno di preciso quanti km  e che tappe a parte quelle iniziali; prima tappa Treviso, poi a trovare la sorella ( mia) a San Giovanni Lupatoto, poi Brescia, Lecco. Poi ci separeremo qualche giorno, io a sfidare il Sempione, Claudia a mirare ghiacciai e ardite vette a bordo di trenini panoramicissimi. Ero tentato anche io dai trenini, lo ammetto;  pero' passare le alpi, pur senza elefanti, è tentazione maxima . E quindi ci si ritroverà a Briga; poi via per Montreaux , Losanna e poi in direzione Digione a far spesa di senape e poi dritti come no sciopeton fino a Parigi.
Nella città luminosa si conta di arrivare giusto in tempo per il giro di boa di Claudia; quindi si parte ragazzi del 99 e da Parigi in poi via alla Carica dei 101!

Per Londra io insistero' con Claudiuccia ( vieni dddddai), ma al piu' ci si ritrova li per un Cumo Vonde con tiepida cervogia e senza Campari.

E quest'anno doppio blogghe per i fanz, visto da lei e visto da lui.

La Carica dei 101

Che altro aggiungere, buone ferie!




mercoledì 16 aprile 2014

100 miglia d'Istria


Beh, in realtà 65 km, pero' la manifestazione si chiama così e quindi faccio il grosso e me lo gioco come titolo. Ci stavano 4 percorsi possibili : la 100 miglia (per i veri eroi!), la 100 km (per i meno coraggiosi), la 65 km ( per tutti :) ) e la 1 km ( bambini e famiglie). Tra parentesi ci sono i sottotitoli ufficiali dei percorsi.

Tutto è cominciato circa un anno fa quando il collega Andrea arriva zoppicando in ufficio. Nel fine settimana aveva partecipato alla 100 km e, nonostante sia un fisicone atletico, problemi alle ginocchia lo avevano costretto al ritiro a 75 km . Però era talmente entusiasta e i racconti che ci ha fatto così coinvolgenti che, quando ha buttato li che nel 2014 avrebbero fatto anche la versione "light" di 65 km ed ha detto "la facciamo?", in 3 abbiamo detto subito si. Alessandro, Paolo e mois.

All'inizio di quest'anno hanno pubblicato percorso, altimetrie ed aperto le iscrizioni; ci siamo iscritti in 3 che nel frattempo Andrea stava frequentando il corso Allenatore di calcio ed aveva l'esame giusto il sabato della gara; pero' ci aveva promesso di raggiungerci da qualche parte e fare un pezzo di strada insieme. E alla fine mica è venuto il nostro diafolo tentatoren! Peccato, ma grazie lo stesso per averci indotto in tentazione.

Per tutto l'inverno in dipendenza del meteo, della voglia , della stanchezza e anche degli impegni di lavoro più o meno ci siamo allenati. Un po' di corsa, un po' di camminate, un po' di sci di fondo. Io ammetto di aver cominciato ad accumulare carboidrati un bel po' prima dell'inizio della gara, ma la gola e lo sfizio di preparare qualcosa di diverso ce la ho sempre.
Nell'ultimo periodo abbiamo sentito l'impegno vicino e aumentando i carichi son cominciati i primi malanni fisici; e con loro la sottile sensazione di aver fatto una cazzata, ma poi via al piu' ci si ritira che mica ci uccide nessuno .

La settimana prima della gara ultimi acquisti, ultime sedute leggere e preparativi e panico crescente ( odddio prendo le scarpe nuove ?, che calzetti uso? , ma devo prenderlo il fischietto ?, dio non ho le doppie stringhe di ricambio!, mi ingrassa questa maglietta ?) . Il we precedente io avevo un sublime corso sui grandi lievitati pasquali tenuto da Adriano & Paoletta e in effetti tutto il giorno in piedi e fino a tardi a modo suo è stato un allenamento.

Nel mentre la notizia del tentativo si era diffusa ( mica fuga di notizie, eravamo noi stessi che per tirarci su e pomparci la diffondevamo) e si sono formati i vari partiti che si possono sintetizzare con le frasi programmatiche :
1. ma occorre proprio far una roba del genere ?
2. ma sei fuori ? Non ce la farai
3. dai, figata! Occhio pero' allenatevi che è lunghissima
4. Miiiii, ma sul serio ? Ma è tantissimo

Gli stessi partiti che si sono materializzati quando sono partito per Bisanzio...

In settimana è arrivata anche la mail del direttore di gara con le indicazioni ultime e definitive e qui ci siamo resi conto di essere entrati in un mondo con un lessico a se. Nella guida della corsa si parla di ritirare il BIB muniti di ID. Ora grazie a google, il bib è risultato essere il numero di gara con nome, paese e tipo di percorso, ma ID niente da fare. Quindi scrivo una mail per chiedere cosa sia questo ID ( un chip da impiantare sotto pelle ? un tatuaggio tribale ? un codice QR ?) . Mi rispondono il giorno dopo, sarebbe la carta di identità o il passaporto... ma li pozzino cecalli.

E insomma finalmente arriva il venerdì, il sabato si parte a mezzodì con 18 ore di tempo davanti per finire il percorso di 63.74 km con dislivello +2156 -2289, 8 ore il tempo di soglia per fare i primi 30 km .
Alessandro ed io partiamo il venerdì sera con il camper del suo babbo (grazie!) dopo un cicchetto propiziatorio di Bekerovka e pizza in compagnia di Tania, la moglie di Alessandro. Paolo arriverà il sabato mattina ad Umago .



Evitando accuratamente l'autostrada slovena arriviamo ad Umago e nonostante il navigatore ci perdiamo. Per evitare fastidi con la polizia croata e per sicurezza cercavamo un campeggio non troppo lontano dal punto di ritrovo, ma la stagione deve ancora iniziare ed i campeggi aperti sono lontani. Andando in direzione di Salvore sulla destra ad un certo punto vediamo qualche camper parcheggiato in un bello spiazzo illuminato e decidiamo di volè di parcheggiarci li per la notte. Parcheggiamo, scendiamo e che ti vediamo di fronte se non lo ATP Stadium che è il punto di ritrovo e che noi non avevamo nemmeno visto ? Decisamente si parte bene anche senza volere, gli dei ci sono favorevoli. Anche il meteo è dalla nostra parte, la settimana prima caldone, adesso freschetto e  cielo quasi sereno.


La mattina sveglia presto dopo aver tardato un po' a dormire per la musica a volumi assurdi dello American Bar ( 15 minuti credo...) ; ci stanno da ritirare i numeri ( bib) , il pacco gara etc . Ci presentiamo belli belli tra i primi in assoluto e ci chiedono lo zaino per l'ispezione del materiale obbligatorio ma noi ce lo avevamo in macchina... Ci abbuonano il controllo, tanto avevamo comunque tutto ; scambio di sms con Paolo in arrivo e via verso il centro per cercare di fare una sazia colazione. Paolo è in arrivo e magicamente dando 2 indicazioni fumose ci incrociamo . Ben che Umago non è proprio Los Angeles, però altro presagio favorevole. Colazione , un po' di spesa e poi via a cambiarsi palpabilmente sempre più cacati, che la maggior parte dei partecipanti che si aggirano per il parcheggio sembrano veramente degli ufo e noi dei piselloni; poi però compare anche qualcuno senza equipaggiamento tecnologicamente avanzato ed un po' ci tiriamo su nell'attesa della partenza del pullman che ci porterà a Buzet da dove partiremo.
Nel torpedone faccio 2 chiacchiere con un italiano ( dopo aver parlato un pò in inglese, ci riconosciamo come stranieri, ci guardiamo il numero che ha anche scritta la nazionalità e ci scopriamo pure vicini di casa) Michele di Staranzano. Io novellino ( nonostante la divisione per età mi marchi come Veterano..) lui invece gare ne ha fatte tante. Punta ad un tempo sulle 8 ore e invece finirà in poco meno di 7 , al 7° assoluto e al 3 posto della sua categoria ( veterani) ; chapeau.
Comunque il pullman ci mette un bel pò ad arrivare a Buzet, quindi noi ci metteremo un sacco..e vabbè, tanto è tutto pagato e le salme le rimpatriano aggratiss .
A Buzet ci lasciano in basso e quindi saliamo verso il centro del paese ( tutto dislivello non computato vorrei sottolineare). Il paese vecchio è in cima alla collina , parzialmente abitato, e, come molti paesi dell'Istria, affascinante; e lo conosco da tempo che è la capitale istriana del tartufo ( bbono aò).




 Qui un 2 scatti tra bandiere nazionali




 ed altre popolari


Comunque un signor colpo d'occhio tra tutine colorate, materiali di derivazione spaziale e le case di pietra  o comunque diciamo di qualche anno fa.


Alessandro riconosce anche l'aspirante cognato di Andrea che dopo aver finito lo scorso anno la 100 km , quest'anno con la compagna fa anche lui la 65. Ha raccontato che lo scorso anno per fare gli ultimi 30 km ci ha impiegato 12 ore; ben che si è anche fermato a mangiare, pero' ha dato veramente l'idea della fatica oribbbile tenendo conto che è un fisicone e che in montagna va come una lippa.



Dopo il divertente briefing di gara e aver mangiato un 2 fette di focaccia si parte alle 12 in punto; i primi partono di corsa, dietro un pò si cammina e poi si comincia a corricchiare fino al piano che però dura poco e si parte con la prima risalita della giornata. I primi sono già solo una sequenza confusa di impronte nel terriccio.

E si vedono anche i diversi approcci, chi con i bastoncini telescopici, chi con quelli fissi, chi accelera e chi rallenta e ansima ( io...)
E anche il gruppo terminale si sfilaccia pian piano.
Appena ricomincia il piano qualcuno comincia a correre, qualcuno a corricchiare e ci provo anche io; ma subito dopo comincia un discesone e i miei due compagni se ne partono come ungulati. Io accenno qualche passetto e poi penso ai due menischi in meno e a quei 5-6 etti di sovrappeso e zompetto ma li vedo partire irraggiungibili .



 Mi aspetteranno più giù arrivati al piano o quasi, ma nel frattempo avevo fatto coppia con Ana, croata di Pola ma che abita a Umago da qualche anno. E i 2 sghignazzano per avermi beccato in buona compagnia e giustamente ripartono con il loro passo veloce che non provo nemmeno a mantenere.








  Finita la discesa si entra in una valletta dove l'aridità dell'Istria viene smentita da fango e dagli innumerevoli attraversamenti del fiumiciattolo che scorre in fondo. Si passano delle spettacolari praterie di aglio ursino in piena fioritura ( dio che profumo!), mentre l'atletico Paolo sfida l'insidioso fiume.
























Usciti dalla valle si risale e nel mentre si vede l'invaso artificiale che ha reso meno un pochino indipendente dal fato l'approvvigionamento di acqua dell'Istria








Cammina che ti cammina e ti cammina tra qualche su e qualche giù, si risale una collina e sbuca all'orizzonte Montona ( Motovun) arroccata sulla sua collina.
Bellissima, ma arrivarci sembra non finire mai, non si avvicina mai sta cittadina, sempre li che sembra alla stessa distanza ; una volta arrivati li ,  i primi 20 km saranno andati e in cima ( naturalmente) ci sta il primo punto di ristoro.
I 2 compagni di avventura mi chiamano per chiedermi dove sono e se mi devono aspettare . Sempre sghignazzando mi chiedono se sono ancora in buona compagnia , io da signore che sono rispondo che si lo sono e che non è il caso che mi aspettino visto che non fa caldo e si raffredderebbero ( nel mentre anche qualche goccia di pioggia) e NON per altri bassi scopi. Tanto ero già lesso e con la maglietta tecnica bella sudata e fermentata, e dove volevo andà ?






Certo Montona è sempre stata bella, ma adesso la stanno recuperando un pochino, è comparso qualche B&B. Merita ritornarci e fermarsi un pochino di più.





Il ristoro : oltre ad acqua , cocacola, banane, arance, cioccolato ci stavano cose che non avrei mai pensato di trovare . Alimenti della Nasa ?  Razioni K ? Catene di amminoacidi impastellati con glutatione?
Mortadella a tocchetti con a fianco cipollotti, patatine alla paprika, salatini....


In coda ( 2 persone)  per riempire la bottiglia di acqua, Ana mi dice che visto che mi fermo un bel pò lei riparte e che casomai ci si vede dopo. Qualcosa mi dice che sono proprio lento... Po ben, riparto qualche minuto dopo, faccio un pezzo di strada con una russa che sta facendo la 100 miglia 100 ( i percorsi partono diversi , ma poi in momenti diversi si ricongiungono), poi con un serbo anche lui  in cammino da 24 ore . Che fisiconi, massimo rispetto.

E da Montona non si puo' far altro che scendere per poi risalire da un'altra parte , verso il punto di controllo del tempo soglia di 8 ore. Ci arriverò in poco meno di 6 e quindi saro' arrivato a poco meno di metà strada.





Si passa per boschi, si vedono sempre panorami bellissimi quando si scollina, nel mentre si sfiorano tracce di borghi o  case oramai abbandonate da anni.



 Poi si incontrano anche queste cattedrali della ciccia...






Poco prima del punto di controllo mi vengono crampi; da scemo mi sa che ho bevuto troppo poco e soprattutto non ho nemmeno sciolto i sali nell'acqua. Sempre camminando mi metto in bocca i sali e butto giù un poco di acqua per scioglierli e camminando allungandomi arrivo al punto di controllo dove bevo lentamente ma come un cammello  acqua, cocacola, teino tiepido. Per non saper nè leggere nè scrivere decido di passare al doping pesante e mi sciolgo in un bicchiere pure un antiinfiammatorio ( un Oki, mica che).  Buttando la bustina nelle scovazze mi accorgo che è un trionfo di bustine usate di ogni tipo di antiinfiammatorio presente sul mercato, lo sport è salutare...




Il camnmino prosegue dentro e fuori dai boschi, salite e discese, ma il piu' è fatto come dislivello verso l'alto. Si cammina su mulattiere a fianco di muretti a secco, su single track e anche su tratti della Parenzana . Si attraversa qualche ponte ricostruito , si fa passa qualche piccola galleria
e pian piano si macinano i km. E' sempre più raro incontrare qualcuno se non ai punti di ristoro . Si segue la via picchettata con bandierine e con nastri bianchi e rossi a volte fitte fitte  a volte con 20 metri l'una dall'altra .
Quando non si incontra nessuno mi vien da pensare alla solitudine dei primi, ma più spesso guardo il mondo ed i fiori che sono spettacolari lungo tutto il percorso. Mai vista l'Istria così verde!

Pian piano arriva l'imbrunire. I primi sono già arrivati da un pò ( il primo ci ha messo poco più di 6 ore) . Rimonto l'ultimo crinale in tempo per vedere il mare all'imbrunire; che spettacolo, il momento migliore per vederlo.
E poi attacco la frontale che si comincia veramente a vedere poco quando ci sono alberi.
Faccio in tempo a vedere questo borgheto ritirato a lucido; per tutti e 3 rimaraà il sogno della casa ideale, in posizione magnifica, un pò fuori dal mondo, con accanto un cimitero diroccato ed una chiesetta avvolta dalle impalcatur-. Nelle foto che seguono ecco come l'ha fotografata Alessando con la luce ed io all'imbrunire spinto e ditemi se non è una figata e basta.














Inesorabilmente arrivo a Buia ( Buje) che è decisamente buio, sono le 23 e io sono inequivocabilmente lesso.
Sono a quasi  50 km e ne mancano ancora 14. Mangio qualcosa, bevo e riparto .
Sbaglio strada che la deviazione è mal segnata. E quindi mi rifaccio la discesa che avevo appena  finito e stavolta la chiamo salita, siamo in 3 e non troviamo la traccia . Provo a chiamare Alessandro che mi spiega più o meno e finalmente trovo i segnali; lui è in prossimità di Umago, ma dice che non arriva mai , è stufo e basta. Si cammina per la campagna di vigneti e olivi , ma oltre alla frontale non si vede molto. La luna è quasi piena, ma nel frattempo il cielo si è anche rannuvolato. Passo per un sentiero fangosissimo con solchi profondi lasciati dai trattori e stracco come sono, mi scivola un piede e finisco in una pozzangherona. Cammino per un paio di km fino a trovare un tratto asciutto con almeno un sassone dove appogiarmi, che se mi siedo per terra adesso mi rialzo ad estate inoltrata.
Bradipescamente mi asciugo e cambio calzetti e riproseguo.
Adesso è proprio fatica pura, guardare il piccolo cono di luce davanti a se e continuare a camminare dandomi un ritmo, ogni tanto mangiare qualcosa, ogni tanto bere qualcosa.
Il mare si vede, è li; o meglio, si vedono le luci della costa , i lampioni dei lungo mare. Ma non finisce proprio mai ? Si va avanti a zigo zago dentro e fuori da boscehtti di quasi pianura, si passa per la campagna , si costeggiano canali, ogni tanto qualche frontale compare all'orizzonte limitato, ogni tanto arriva qualcuno spedito da dietro, ogni tanto ne sorpasso qualcuno anche io.
E continua a non finire.
Comincio a sentire freddo, ma già con la maglia termica a maniche lunghe ed il windstopper non è che son vestito poco, son proprio sfinito, non riesco piu' a produrre calore o almeno la sensazione è quella.
Arrivo ad un punto di controllo e mi applaudono ; li per li rimango basito, ma devo dire che mi ha tirato su, mi ha dato una bottarella alla considerazione di me e dei miei mezzi. Mi chiedono il numero e mi dicono che ormai manca poco , "solo" 5 km ed è finita. Son le 1 di notte oramai, mi chiamano prima  Alessandro e poi Paolo e mi chiedono come va e dove sono ; confermano anche loro che manca poco, sono arrivati, andranno a farsi la doccia e cambiarsi e poi verranno a prendermi all'arrivo ( ieppa ieppa!).
Quei soli 5 km mi ci vorrà un ora e mezza per farli. A 50 metri dalla fine mi chiamano, è Alessandro che camminando alla zombie via ( esattamente come me e gli altri in giro)  viene a farmi la claque.
A 20 metri le 4-5 persone al traguardo applaudono ed in un impeto faccio gli ultimi metri di corsetta.
Fatta finita e vonde.
Speravo in qualcosa di caldo che sto tremicchiando, ma han finito quasi tutto. Ma ci stanno bottigliete di birra, non l'ho bevuta , la ho assorbita.
 Poi come nel vdeo di Thriller alla macchina alla ricerca del ristorante dell'organizzazione che scopriamo ha chiuso a mezzanotte ( grrr), unica pecca dell'organizzazione.
Alessandro recupera l'informazione su un posto aperto tutta la notte, un fast food croato ma ci andrebbe bene tutto . Paninone , bira e tutti e 3 diciamo che è stata una figata , fino ai 50 km anche bene, ma poi sofferenza e basta e che quindi mai piu'. Poi tutti e 3 tremanti dalla stancheza andiamo al camper per dormire. Io prendo una tachipirina, mi vesto con quello che ho ( compreso capello) e mi ficco nel sacco a pelo. Il giorno dopo scene comiche per la mobilita' articolare e l'incapacità o quasi di salire o scendere un gradino senza fare smorfie.
Poi davanti ad un piatto di pasta in slovenia, è venuto fuori di un trail a Krk ad ottobre che pare sia bellissimo e tutti e 3 abbamo cominciato a pensare : ma perchè no ?
Magari un pelino più corto....






lunedì 17 febbraio 2014

Ciambellone anconetano


 


Reduce da un bellissimo fine settimana passato tra amici nelle Marche, ho provato a ripetere la delizia di Roberta. Il ciambellone lo conoscevo nella variante romana-campana-emiliana, insomma asterisco-ana, però questo non ha la forma classica a ciambella, non ha la granella di zucchero sopra, ha un gradevole sapore appena appena di anice,  ha tanta nutella ed è buonone.
Sia da colazione che da fuori colazione.
Come dicevo l'amica Roberta ( ciao anche a te Giacomo) ha portato questa cosa buona qui, poi ha detto il procedimento che più o meno ho memorizzato; poi a casa ricerca su internet ed ho fatto un paio di tentativi. Al secondo mi sembra bene, molto bene;  trascrivo quest'ultimo.

  • 200 gr farina 00
  • 30 gr fecola di patate 
  • 100 gr zucchero
  • 50 gr burro ( in pomata o ammorbidito)
  • 2 uova
  • 1/2 ( nel senso di mezza) bustina di lievito chimico
  • 1 bicchierino di anisetta ( Meletti)
  • 1 pizzico di sale
  • 300 gr nutella ( o anche di piu', viene bene anche con marmellata)
  • una manciatina di mandorle vestite
  • un pò di zucchero per spolverata finale



Battere il burro con lo zucchero ed il sale; aggiungre una alla volta le uova. 
Mettere l'anisetta e quindi le farine mescolate con il lievito; mescolare brevemente fino ad amalgamare il tutto ma senza perderci troppo tempo e fatica.
L'impasto che viene fuori è abbastanza molle e attaccaticio.









Stendere, aiutandosi con una spatola e su un pezzo di carta forno, circa 2/3 dell'impasto in una striscia larga circa 15 cm ( molto circa). Lo spessore non lo ho misurato con precisione, non deve essere molto sottile, credo circa mezzo centimetro abbondante.





Spatasciare al centro la nutella in uno strato piu' o meno omogeneo ; non arrivare fino ai bordi che poi si dovranno rincalzare sempre con la provvidenziale spatola.
Di nutella  ce ne va come non ci fosse più un domani, io ne ho usati 300 gr, secondo me ce ne stanno anche di più. 
Ma quanti di più ? Alla fine bisogna pur chiudere e quindi un 100 gr in piu' non ci starebbero malaccio.

Mettere quindi sopra  a cucchiaiate l'impasto rimasto , stenderlo pazientemente con la spatola e quindi rincalzare con la spatola con movimento spatolante assai ed abile gioco di polso. Non riesco a spiegarlo bene , ma comunque gossomodo spingere con la spatola la pasta, andare verso il centro piegandola man mano e spalmare la pasta in modo da rinchiudere la nutella senza lasciare buchi.





Si ottiene alla fine un filoncino; metterci sopra le mandorle, dare una spolverata di zucchero, far scivolare dentro una teglia e mettere in forno ( avevate acceso vero?) a 180 gradi  per circa 25 minuti ( io un pochino di piu' e sotto è venuto un po' troppo tosto)