venerdì 13 giugno 2014

Tappa 6 : Villadossola - Brig




12.06.2014

Si va all'attacco del passo del Sempione. La strada è sempre quella percorsa ieri, comoda , larga , senza troppo traffico. Si passano paesi , si passa Domodossola , scegliamo di non prendere la statale 33 del Sempione, ma di continuare sulla vecchia strada che passa per i paesi ed affrontare cosi' la prima salita versa della giornata partendo da Crevoladossola. ( prego notare gli Orridi del cartello stradale..)
E subito mi accorgo che il basto che trascino, unito al basto adiposo tutto mio personale , renderanno la strada piu' impervia di quello che è. Ma dopo la salita, una bella discesa ci conduce alla statale che seguiremo giocoforza fin quasi a Brig.


La valle è molto bella, parte stretta ( dall'approccio che abbiamo scelto) per poi allargarsi. Granito,  tutto quanto verde, cascatine, cascatone, stillicidi vari  In alto ancora tracce di neve, ma la quantità di acqua che viene giù dalle pareti garantisce che in alto ce ne sta ancora parecchia. 






A fianco della strada nuova ogni tanto sbucano tratti di quella vecchia. E poi anche la sorpresa di un ponte che forse faceva parte del percorso medievale


La salita all'inizio non è  cattiva nonostante il doppio rimorchio. La Volpe Rita mena le pedivelle come ruote di mulino ed io invece arranco e la perdo di vista finchè non si ferma ad attendermi ( quanta pazienza...)  mentre io, con nessun altro rapporto da me pedalabile, la raggiungo.




La strada non è tutta aperta; ci sono lunghi tratti in gallerie finestrate antivalanga . Quando passano i tir o anche solo una motocicletta, sembra che stia decollando un 747. Pian piano il 3-4% lascia il posto ad un deciso 6-9% con tratti fino al 13%. E qui comincio visibilmente a cedere e senza remora scendo dalla bici e cammino; tanto la velocità che riesco a mantenere in bici è uguale o inferiore a quella che mantengo camminando. Come diceva mia nonna : brutta roba diventar veci. E come dico sempre in questi casi io, non mangio più , non bevo più, non fumo più.
Anche se in realtà non è il fiato che mi manca, se mi fermo ansimante mi basta molto meno di 1 minuto per tornare  a battiti e respiro regolari. Son proprio le gambe e la somma dei pesi.



E comincio a fermarmi sempre più spesso.
Dimenticavo, fa pure assai caldo; per fortuna ogni tanto fontanelle se ne trovano.
Passiamo anche l'ingresso del traforo ferroviario a Iselle, sembra una stazione pendolari dalle tante macchine parcheggiate.
Quindi grosso modo siamo alla stessa altezza di Brig e quindi mancheranno "solo" altri 1300 metri di dislivello per scollinare



Santa Rita mi aspetta sempre ed io sempre rubo qualche istante di riposo alle gambe in più con la scusa di foto, autoscatti multipli etc etc .


Comincia anche ad accumulare una nuvolona fetente da pioggia. E in effetti durante una sosta ( la 387ima mi sembra) comincia a piovere prima goccette, poi goccioloni. Ci ripariamo sotto la struttura bagni-lavandini, tiriamo fuori le coperture antipioggia e ci bardiamo. Dopo pochi minuti spiove e ripartiamo. Nemmeno 15 metri ed una sciabolata di sole ( unita al calore da salita in corso) ci fa ululare di dolore e ci rifermiamo per togliere tutto.



Ogni tanto  ci sta ( 4 in tutto se non ricordo male) pure possibilità di alloggio e conforto enogastronomico. Non ne approfitteremo e sarò sommerso da un BUUUH alla proposta ( provocatoria ma non troppo) di disdire la prenotazia alberghiera a Brig e dividere invece il mio personale golgota in due parti.
Poi alla fine non ho ceduto, ma le gambe erano sempre più dure e fossi stato da solo forse anche si.



Pedala soffri e pedala ogni tanto spianava verso un 2% , ma non riuscivo più a pedalare nemmeno su falsopiano. Quindi prova con i sali minerali, botta di miele, liquerizie per alzarmi la pressione. Praticamente niente da fare, forse un "carica a 200 e libera", ma anche li credo che il gambogramma sarebbe rimasto piatto .


Poi spiana proprio decisamente , riesco perfino a tirare un rapporto piu' "lungo" ( quello immediatamente superiore si capisce) ed è decisamente il passo!










Tagliamo l'immaginario traguardo affiancati, anche se Rita a forza di aspettarmi poteva anche fare un copriletto matrimoniale all'uncinetto e con la strada fatta spesso avanti e indrè per vedere dove ero finito, avrebbe fatto il percorso non dico 2 volte , ma non ci manca molto.







Arrivati al passo si vede finalmente dall'altra parte . Immortaliamo l'ospizio voluto da Napoleone ( il colore rosa secondo me lo ha scelto Giuseppina..)




Il passo visto lato bacino del Rodano


L'aquila simbolo dell'orgoglio e forza svizzeri





Le montagnissime dall'altra parte del passo



Quando comincia la discesa è una pacchia. A parte i lavori in corso che ci fanno fermare due volte in attesa ed il far passare avanti macchine e camion, poi diventa un pezzo di film alla guerre stellari ( scegliere il pezzo a piacimento tra i vari inseguimenti e/o fughe). A fine discesa ( durata veramente un niente) avrò male alle mani a forza di tirar i freni, raggiunto la velocità limite di 76 km/h, addirittura mi sarò fermato due volte ad aspettare Rita! Come dire, la classe non è acqua nel suo caso, nel mio l'energia potenziale non è acqua.


Dopo esserci infilati malamente per un 200 metri  nel raccordo autostradale ( colpa mia , faceva parte della discesissssima...) , prendiamo la strada corretta per Brig e ci arriviamo dopo poco in mezzo ad un turbinio di vento e polvere.
Nonostante il vento e la quota di 700 metri, fa caldone pure a Brig e non è proprio cosi' presto, son quasi le 19!




km : 84
dislivello : 1812
sudore : qualche mastella

Tappa 5 : Lecco-Villadossola




11.06.2014

Mattina con sveglia lenta e colazione senza fretta soli soletti . Bardatura delle bici e poi via verso la stazione dove Claudia prenderà treno per la Valtellina, pedalerà sulla sua splendida ciclabile e poi nei giorni successivi prenderà una serie di treni panoramici che la porteranno fino a Brig.  Dove dovrei esserci io reduce dal Sempione ed entrambi belli riposati; almeno in zona chiappa.
Dopo saluti , abbracci e raccomandazioni ( dalla maglietta della salute, allo stai lontano dai pericoli), Claudia verso la Valtellina, io verso Domodossola. La parte finale verso Lecco era per fortuna ( di ieri) tutta o quasi in discesa; non volendo rifarmi la strada in salita, avevo rimappato il giro su altre vie ( che alla fine erano anche più convenienti) anche se salita me la sarei dovuta fare. Una serie di colline piu' o meno secche, fino ad arrivare al discesone verso Laveno sul lago Maggiore da dove
poi avrei traghettato sull'altra sponda del lago a Verbania.

Percorso in parte lungo la strada principale per Varese, ma con abbastanza deviazioni  per evitare il traffico che non era comunque ossessivo come nei 2 gg precedenti. Con qualche bello scorcio sui laghi, ma anche qualche bella chicca paesaggistica, di toponomastica e di doppio senso cartellonistico.



Caldissimo anche oggi e le soste si son fatte via via più frequenti sia in salita che nelle ore centrali.Per fortuna che nei parchetti una fontanella si trova quasi sempre ( altrimenti alla ricerca di un cimitero...)









Per le strade si trovano sempre un sacco di ciclisti di tutte le categorie ed età. Con mezzi dai piu' costosi a quelli piu' datati. E in effetti il terreno è quello bello sia per le salite light che le assassine, sia per il traffico non ossessionante, sia per le strade in buone condizioni e abbastanza larghe per tutti, sia per il paesaggio.
Passato il lago sul comodo traghetto che fa la spola ogni 20 minuti è cominciato l'ultimo pezzo della tappa. Nonostante fossero le 16 circa, il caldone era  sempre li bello presente anche all'ombra degli alberi.

Passata una prima salita al 6% , poi discesa fino alla valle del Toce e da li un su e giù ma sempre gradevole fino a Villadossola. Per la strada monumenti a memoria della lotta partigiana , lapidi di fucilati, la Casa della Resistenza ( chiusa..), targhe per ricordare i confini della repubblica partigiana .










Poi poco prima di Villadossola, la fabbrica del VINAVIL!!!
Che sia una colla è del tutto un dettaglio, io la ricordo sempre come un giocattolo ( impronte "digitali" a tutta mano, finta maschera di bellezza etc etc ).

Arrivato all'albergo Emiliana la proprietaria mi guarda un po' cosi' e mi chiede da dove vengo e dove poi vado; le spiego un po' da dove vengo oggi, da dove sono partito e dove vorrei arrivare. Mi guarda sconsolata scuotando la testa e commentando che pure il marito ed il figlio appena posono prendono la bici  e vanno in giro e lei proprio non capisce cosa ci si trovi. Hehe, non lo so nemmeno io che ci vado!
Stasera dovrebbe arrivare da Milano la mia amica Rita, domani mattina insieme verso il Sempione e poi Brig in Svizzera.




km : 121
dislivello : 1062

Tappa 4 : Brescia - Lecco




10.06.2014


Oggi tappa segnata da traffico e provinciali tranne qualche piccolo escursus nelle laterali che vanno e tornano dai paesetti alla provinciale. Almeno fino a girare decisamente verso Lecco all'altezza di San Giovanni Rotondo.
Il traffico, il casino, il degrado paesaggistico sembravano quelli descritti in tanti libri su Citta del Messico; sembra perfino impossibile che oltre alle autostrade ci sia un intasamento tale anche nelle provinciali . Quando si usciva dal casino per entrare nei paesi, sembrava di entrare in un altro mondo, silenzioso e appartato.

Nei piccoli parchi dove ci si fermava a fare il pieno di acqua  e per tare un pochino all'ombra, non mancava mai un monumento ai caduti. Mentre fino in veneto era la presenza alpina a dominare, qui sono i bersaglieri . Ma la sostanza delle tragedie non cambia : tanti cognomi ripetuti, tanti dispersi, tanti morti in prigionia.



Qualche paesetto dal nome strano lo si è incontrato ; e cosi' anche qualche "monumento" kitch che meritava una veloce fermata per foto e commento. Ma tutto sommato una tappa che bisognava fare, ma che non ci è piaciuta molto a parte l'arrivo nella zona dei laghi.
Per arrivare al B&B che avevamo prenotato nel pomeriggio ci sono impazziti entrambi i navigatori. Noi pensavamo di essere già arrivati, quando i bastardi elettronici ci han detto che mancavano altri 18 km.





Qusta foto è del poco prima dello scoprire che non eravamo arrivati ( B&B con piscina, vista lago e monti) , il lago lo abbiamo scambiato per quello di Lecco ed invece era quello di Garlate.
Arrivati  a Lecco tardi discretamente sfiniti dal caldone e dalle strade trafficate e non abbiamo approfittato della bellissima piscina. Il B&B era da lusso assiro-babilonese, i padroni di casa molto gentili ed ospitali, la casa bellissima e ristrutturata da poco e con gusto. Tra doccia, disfa bagagli, piccolo bucato quotidiano e la posizione decentrata (  pure in salita) del B&B abbiamo chiesto ai padroni di casa un posto più che vicino per mangiare qualcosa. La loro pizzeria di fiducia era per fortuna a poche centinaia di metri : pizza buonona, birra buonissima ( Staropramen ceca ), Braulio generosamente versato. Quindi giornata terminata con panza piena e una leggereza alla testa di origine cecoslovacca.

km : 119
Dislivello : 522

mercoledì 11 giugno 2014

Tappa 3 : San Giovanni Lupatoto - Brescia





09.06.2014
Partiti non prestissimo da Verona, sottoposti a cura ingrassante da sorella e cognato, abbiam purgato un pochino  di gas di scarico per uscire dal polo attrattivo di Verona.
In compenso siam passati e ci siamo fermati a Villafranca, per prendere acqua, qualch efrutto e stare un pochino guaivi su panchina e all'ombra. Non ci eravamo mai passati ed è carina; i pochi abitanti con cui abbiamo interagito erano cordiali; anche qui come quasi ogni giorno vengo avvicinato da "origginali". Non so ben come mai, normalmemnte non succede, ma quando sono in tenuta ciclistica mi capita sempre. Che sian le gambe ? Il polpaccio volitivo ? La maledizione dell'ottava division di rigattiana memoria ? Nin zo, ma comunque mi fa piacere scambiare quattro chiacchiere e in questo caso anche il consiglio sula fontanella con acqua fresca e buona che non era nel parco sotto le mura dove ci eravamo fermati.

Nel limite tra campagna-industria-abitazioni ogni tanto son comparsi nomi di paesi degni di attenzione maxima; uno sembra  un "sottolineativo" toscano, gli altri 2 quello che si desidera





















Pian piano siamo usciti dala campagna strana per entrare nella campagna estesa vera, bella e basta; per entrare nel risorgimento con i nomi Custoza, Solferino. E senza dimenticare il bellisimo parco del Mincio e Valeggio sul Mincio, molto bellina e con produzione di tortellini molto molto bbboni  checchè ne possano dire bolognesi ..
 
 
Le colline nelle zone attorno al Minio sono decisamente  belle , merita tornarci sicuramente.
Pero' mentre in cima a queste si stava benone nonostante il sole fosse decisamente alto e caldo, appena tornati in basso siamo passati dalla calma bucolica al delirio di traffico assassino, alla puzza di camion e macchine tranne in qualche breve tratto fino a Brescia.
Dopo le meraviglie delle colline non ho piu' fato foto, preso come ero a cercare di andare il piu' dritto possibile, evitando le buche più dure ( cit) ndo ansiosamente il percorso per vedere se si trovava una alternativa meno tossica.

Niente da fare tranne qualche pezzetto, provinciale assassina e via cosi'.
Alla fine siamo arrivati a Brescia dove avevamo prenotato in un albergo vicino all'ospedale( anzi, come lo chiamano loro anche per iscritto, Spedali Civili...)  . Per arrivarci siam passati in una zona di ville di inizio/fine secolo scorso SPETTACOLARI, con parchi e alberi secolari. Non ci siamo fermati a leggere i campanelli, temevano di leggere Vanderbilt, Shaeffer, Malborough, Savoia, Romanoff, ...

Comuque albergo con piscina sul tetto : mai provata prima tale libidine . Claudia poi ha completato l'opera raccattando dalle macchinette 2 bire  (  Moretti offcourse) che abiamo mollememte sorseggiato a bordo vasca.
Poi la sera la maledetta applicazione androide ci ha segnalato un ottimo ristorante a 200 metri. Prima abbiam dimostrato la nostra scurrile volgarità nella interazione con il navigatore parimenti androide, poi abbiamo perso definitivamente anche il purgatorio scoprendo che i 200 metri era di dislivello. Dio li strafulmini sti programmatori animali che dovrebbero esere condannati a vivere usando le loro applicazioni; mica come me che faccio le cose benissimo si intende!
Comuqne abiam mangiato bne, cpon Brescia ai nostri piedi e faceva anche un pochino ,meno caldo che in basso, ma tanto poi ci siam dovuti tornare in basso...
 

Tappa non lunga, ma decisamente sudata anche questa


km 84.90
Dislivello : 401

martedì 10 giugno 2014

Tappa 2 : Treviso - San Giovanni Lupatoto






08.06.2014

Oggi tappissima e caldissimo. Partiti da Treviso non presto per esigenza di servizio e per un giretto nel centro di Treviso che si stava risvegliando dal sabato notte bravo. Ma bravo sul serio che la città è piena di gente che mangia e beve, e beve . Quindi via per la campagna, ripassando dopo un pò di km per le parti dove ho vissuto per un pò di anni.Nessuna nostalgia devo dire; ci sono degli scorci decisamente belli, ogni tanto dei gioielli di ville antiche ed anche qualcuna di inizio secolo o anche addirittura moderne che valgono la pena di una occhiata.
Sicuramente la perla mostrata in foto fa parte di queste moderne che val la pena, anche Warhol ne sarebbe stato entusiasta. 

Nel mentre comunque il paesaggio di pianura era mediamente noioso; il traffico era quello della domenica lontano dalle vie che portano al mare o alla montagna.
Però ogni tanto i nomi delle strade mi hanno ricordato quelli di Strade Blu, pazzi come uno non si immaginerebbe. 2 fulgidi esempi di seguito

 

























 Pedala pedala paesaggio mediamente devastato fino ad arrivare in zona Vicenza dove la campagna è anche più bella, più vigneti , però putroppo anche sempre piu' caldo. Passando in mezzo tra i Berici e i gli Euganei siamo incappati in una baitina con macchinette automatiche con latte , yogurth, burro, ciliege, etc etc ed una magnifica fontanella subito di fronte. Noi cercandola abbiam provato la maniglia di una  porta che stava di lato, la porta si è aperta e ci stava dentro l'omo che caricava le macchine con il piumino... è arrivata una zaffata di paradiso breve come un niente. Comunque acqua era fresca e buona,  lo yogu da bere era buononissimo e freddo come meritava la giornata.               


















Poco prima di Cologna una formazione di roccia in mezzo al grano. Gia' in pianura ma un residuo dei colli lontani è arrivato/rimasto/non so anche qui.

Da qui in poi solo cavalcavia, caldo e stanchezza dovuta ai km fatti, al caldo sopportato, alla stanchezza della tappa lunga del giorno precedente .
Alla fine ce la abbiamo fatta ad arrivare a San Giovanni Lupatoto. Comitato di accoglienza migliore non potreva esserci: mio fratello Enrico di vedetta , mio cognato Vincenzo con telecamera, mia sorella Valentina con bandiera italiana.
Era tardone e quindi non ho fatto nessuna foto ( tanto era all'opera Vincenzo con i suoi potenti mezzi), e anch eperchè la tavola era già imbandita, birre origginali ceche stappate, salame  tagliato, pecorino siculo li che ti guardava con gli occhioni, e tutto il resto.
Quindi "allegri" per la bira a stomaco ardentemente vuoto e parzialmemnte soddisfatti da salami & C ci siamo docciati per poi passare al pollo al forno e ai dolcetti. Si lo sa, pedalare affama....
La mia splendente sorella, prima che crollassimo definitivamente, ci ha anche fatto lavatrice smart con le schifezze del giorno. Alla mattina eran fresche e profumate come prima di partire. COlazione dei campioni e poi via verso la lombardia


km :  136
dislivello ::  --

domenica 8 giugno 2014

Tappa 1 : Fiumicello Treviso







 La giornata comincia bene ma con sveglia ad ore improbabili, per finire di preparare la casa alla mia assenza per 3 settimane, a controllare che fosse tutto chiuso, a riaprire l'acqua che avevo chiuso ( altrimentri che ho messo a fare l'irrigazione a goccia con la centralina), taglio capelli residui, barba , colazione dei campioni e quindi partenza. Poco dopo le 7 ero per strada per andare all'appuntamento con Claudia e Barbara nei dintorni di San Vito al Tagliamento ; le Kosta sister dovean partire da Tricesimo per le 07.45 o giu' di li , per essere in zona Codroipo  verso le 10 e quindi a seguire a San Vito. Quindi dopo qualche km , ho cercato di spingere un pochino di piu' sui pedali per non fare tardi all'appuntamento. Quindi niente foto; a parte questa che mi sembrava di gran e buon auspicio.

Alla fine son arrivato a San Vito con anticipo rispetto alle amiche ( cartine traditrici!) , ma starmene un po' all'ombra stravaccato sul marmo sotto il duomo non è che mi abbia fatto tutto questo schifo, anzi! Quando ci siamo ritrovati, abbiam bevuto e mangiato qualcosa insieme  e poi abbiam avuto una esperienza extracorporeosensorialgustativa che Barbara ha fissato sulla pellicola digitale:


Giuro che non lo sapevamo, ma in piazza del duomo a San Vito hanno montato sta cosa qua. Ho il tremendo sospetto che il nostro ufficio stampa ci abbia craccato o la carta di credito o l'accesso al conto ...
Però sti segni del destino...


 Abbiam salutato Barbara che tornava verso casuccia ; ma non prima di un autoscatto a trois. Che qui cielo azzurro e roba di ferro dietro,  quasi quasi si sospetta che sia Parigi.  O almeno un traliccio dell'alta tensione, ma sempre francese si intende! Nel frattempo era passato da un pò mezzogiorno e il caldo si faceva sentire sempre di più. Il tragitto era a tratti di ciclabile, ma in ogni caso non ci stava un granchè di traffico; molto probabilmente tutti al mare o in montagna.

Il caldo ci ha fatto fermare più volte per approfittare dell'ombra di qualche albero o casa; abbiam rifornimento di acqua una sola volta, ma tanto quanto aumentavano le soste, diminuiva anche la velocità. Anche perche' in fin dei conti, di tempo ne avevamo a disposizione parecchio
Arrivati in prossimità del Piave, non potevamo evitare qualche scatto ; a proposito, mi sa che non lo ho spiegato bene , ma Ragazzi del 99 , o meglio sarebbe dei 99,  è perchè Claudia ne ha 49, io 50... E quindi anche svelato il titolo del viaggio di Claudia, compiendo gli anni ad un giorno di differenza l'un dall'altro ...



 Comunque alla fine siam arrivati a Treviso, ci siam piazzati nell'albretrghetto che Claudi aaveva trovato e poi vai in centro per mangiare e anch ebeìre qualcosa. Città piena e gaudente, ci siam ( è colpa mia che ho visto ed insistito..) piazzati nella isoletta mercato del pesce, che ci stava una manifestazione godereccia che proponeva  birre artigianali e belghe in combinazione con piatti di qualche ristoratore. Sulla carta una fikata, all'atto pratico casin di gente, casin prendere la roba, casin con un grupetto che suonava dal vivo vecchi hit, casin da aspettare. Insomma, un gran casin.
Dopo aver finito di cenare in mezzo alla bolgia, siamo andati un po' in giro alla ricerca di un baretto tranquillo in cui bere ancora qualcosina, che il gran caldo e il cibo comunque sapido rano mica placati con il sacrificio di uan sola bottiglia di birra in 2!
Gli unici baretti tranquilli incontrati erano quelli chiusi e quindi stanchi siam tornati in albergo. Per strada un kebab gestito alla italiana aveva birra in frigo ed è stato un effimero piacere berla camminando . Effimero che appena finita ne avrei presa un'altra e poi un'altra e poi...  

Domani altra tappa lunghetta verso San Giovanni Lupatoto, ma ho già avvertito la sorella di metter la birra in fresco!

Chiudo con altre 2 fotille di come facevan le cose e di come vengono fuori adesso : tristessa..







Media scarnisime, che ho dimenticato di resettare il gps. Km e tempo pedalato li ho tirati fuori, ma medie, dislivello eran inutili anche da tirar fuori : pianurissssima e  quindi trascurabile il dislivello ( qualche cavalcavia, qualche leggera discesa/salita nei tratti che andavano verso/dal  mare). La media invece non avevo voglia , ma noi non si molla ( e boia chi..)

Km 148

tempo pedalato 07:37



giovedì 5 giugno 2014

I ragazzi del 99 : Fiumicello Parigi e anche Londra


Quest'anno basta solitudine, si va in compagnia e si va ad ovest.
Complice del viaggio del mezzo secolo di Claudia, aggravanti lavoro e casini vari, quest'anno ho pianificato poco o nulla. Fino a Parigi mi affido al progetto/sogno di Claudia aka Kosta ; poi le tenterò tutte quante per farla venire fino a Londra con la piccola regina ( romanticamente in Franzia la bicicletta  la si chiama così) : formaggio grassisssssimo di Normandia, paesaggi da impressionisti, ciclabile nuova di stecca ( inaugurata nel 2012 per le olimpiadi), oddio oddio vorrai micca fare il tunnel sotto la Manica che se per sbaglio han messo poco cemento vedi te il casino, sensi di colpa e ammenicoli vari. Che poi fa tanto la ritrosa e la modesta, ma se vuole non molla mai.

Per farla breve non so nemmeno di preciso quanti km  e che tappe a parte quelle iniziali; prima tappa Treviso, poi a trovare la sorella ( mia) a San Giovanni Lupatoto, poi Brescia, Lecco. Poi ci separeremo qualche giorno, io a sfidare il Sempione, Claudia a mirare ghiacciai e ardite vette a bordo di trenini panoramicissimi. Ero tentato anche io dai trenini, lo ammetto;  pero' passare le alpi, pur senza elefanti, è tentazione maxima . E quindi ci si ritroverà a Briga; poi via per Montreaux , Losanna e poi in direzione Digione a far spesa di senape e poi dritti come no sciopeton fino a Parigi.
Nella città luminosa si conta di arrivare giusto in tempo per il giro di boa di Claudia; quindi si parte ragazzi del 99 e da Parigi in poi via alla Carica dei 101!

Per Londra io insistero' con Claudiuccia ( vieni dddddai), ma al piu' ci si ritrova li per un Cumo Vonde con tiepida cervogia e senza Campari.

E quest'anno doppio blogghe per i fanz, visto da lei e visto da lui.

La Carica dei 101

Che altro aggiungere, buone ferie!