sabato 14 giugno 2014

I dintorni di Brig

14.06.2014

Ieri riposo pressochè totale, oggi invece bella vita e in giro prima in treno, poi funivie, ma anche quasi 3 ore a piedi facendo anche almeno almeno 200 metri di salita (...) . Non racconto nulla e metto solo un po' di immagini. Qualcuna del ghiacciaio più grande di Europa, altre con Breithorn dietro le nuvole,  Monte Rosa dietro le nuvole, un pezzetto di Jungfrau ed uno di Eiger sempre dietro le nuvole, effetti speciali compresi.
Ecco che è arrivata anche Klaudia, son stato a prenderla in stasion e adesso la bira di chiusura giornata. 




























venerdì 13 giugno 2014

Tappa 6 : Villadossola - Brig




12.06.2014

Si va all'attacco del passo del Sempione. La strada è sempre quella percorsa ieri, comoda , larga , senza troppo traffico. Si passano paesi , si passa Domodossola , scegliamo di non prendere la statale 33 del Sempione, ma di continuare sulla vecchia strada che passa per i paesi ed affrontare cosi' la prima salita versa della giornata partendo da Crevoladossola. ( prego notare gli Orridi del cartello stradale..)
E subito mi accorgo che il basto che trascino, unito al basto adiposo tutto mio personale , renderanno la strada piu' impervia di quello che è. Ma dopo la salita, una bella discesa ci conduce alla statale che seguiremo giocoforza fin quasi a Brig.


La valle è molto bella, parte stretta ( dall'approccio che abbiamo scelto) per poi allargarsi. Granito,  tutto quanto verde, cascatine, cascatone, stillicidi vari  In alto ancora tracce di neve, ma la quantità di acqua che viene giù dalle pareti garantisce che in alto ce ne sta ancora parecchia. 






A fianco della strada nuova ogni tanto sbucano tratti di quella vecchia. E poi anche la sorpresa di un ponte che forse faceva parte del percorso medievale


La salita all'inizio non è  cattiva nonostante il doppio rimorchio. La Volpe Rita mena le pedivelle come ruote di mulino ed io invece arranco e la perdo di vista finchè non si ferma ad attendermi ( quanta pazienza...)  mentre io, con nessun altro rapporto da me pedalabile, la raggiungo.




La strada non è tutta aperta; ci sono lunghi tratti in gallerie finestrate antivalanga . Quando passano i tir o anche solo una motocicletta, sembra che stia decollando un 747. Pian piano il 3-4% lascia il posto ad un deciso 6-9% con tratti fino al 13%. E qui comincio visibilmente a cedere e senza remora scendo dalla bici e cammino; tanto la velocità che riesco a mantenere in bici è uguale o inferiore a quella che mantengo camminando. Come diceva mia nonna : brutta roba diventar veci. E come dico sempre in questi casi io, non mangio più , non bevo più, non fumo più.
Anche se in realtà non è il fiato che mi manca, se mi fermo ansimante mi basta molto meno di 1 minuto per tornare  a battiti e respiro regolari. Son proprio le gambe e la somma dei pesi.



E comincio a fermarmi sempre più spesso.
Dimenticavo, fa pure assai caldo; per fortuna ogni tanto fontanelle se ne trovano.
Passiamo anche l'ingresso del traforo ferroviario a Iselle, sembra una stazione pendolari dalle tante macchine parcheggiate.
Quindi grosso modo siamo alla stessa altezza di Brig e quindi mancheranno "solo" altri 1300 metri di dislivello per scollinare



Santa Rita mi aspetta sempre ed io sempre rubo qualche istante di riposo alle gambe in più con la scusa di foto, autoscatti multipli etc etc .


Comincia anche ad accumulare una nuvolona fetente da pioggia. E in effetti durante una sosta ( la 387ima mi sembra) comincia a piovere prima goccette, poi goccioloni. Ci ripariamo sotto la struttura bagni-lavandini, tiriamo fuori le coperture antipioggia e ci bardiamo. Dopo pochi minuti spiove e ripartiamo. Nemmeno 15 metri ed una sciabolata di sole ( unita al calore da salita in corso) ci fa ululare di dolore e ci rifermiamo per togliere tutto.



Ogni tanto  ci sta ( 4 in tutto se non ricordo male) pure possibilità di alloggio e conforto enogastronomico. Non ne approfitteremo e sarò sommerso da un BUUUH alla proposta ( provocatoria ma non troppo) di disdire la prenotazia alberghiera a Brig e dividere invece il mio personale golgota in due parti.
Poi alla fine non ho ceduto, ma le gambe erano sempre più dure e fossi stato da solo forse anche si.



Pedala soffri e pedala ogni tanto spianava verso un 2% , ma non riuscivo più a pedalare nemmeno su falsopiano. Quindi prova con i sali minerali, botta di miele, liquerizie per alzarmi la pressione. Praticamente niente da fare, forse un "carica a 200 e libera", ma anche li credo che il gambogramma sarebbe rimasto piatto .


Poi spiana proprio decisamente , riesco perfino a tirare un rapporto piu' "lungo" ( quello immediatamente superiore si capisce) ed è decisamente il passo!










Tagliamo l'immaginario traguardo affiancati, anche se Rita a forza di aspettarmi poteva anche fare un copriletto matrimoniale all'uncinetto e con la strada fatta spesso avanti e indrè per vedere dove ero finito, avrebbe fatto il percorso non dico 2 volte , ma non ci manca molto.







Arrivati al passo si vede finalmente dall'altra parte . Immortaliamo l'ospizio voluto da Napoleone ( il colore rosa secondo me lo ha scelto Giuseppina..)




Il passo visto lato bacino del Rodano


L'aquila simbolo dell'orgoglio e forza svizzeri





Le montagnissime dall'altra parte del passo



Quando comincia la discesa è una pacchia. A parte i lavori in corso che ci fanno fermare due volte in attesa ed il far passare avanti macchine e camion, poi diventa un pezzo di film alla guerre stellari ( scegliere il pezzo a piacimento tra i vari inseguimenti e/o fughe). A fine discesa ( durata veramente un niente) avrò male alle mani a forza di tirar i freni, raggiunto la velocità limite di 76 km/h, addirittura mi sarò fermato due volte ad aspettare Rita! Come dire, la classe non è acqua nel suo caso, nel mio l'energia potenziale non è acqua.


Dopo esserci infilati malamente per un 200 metri  nel raccordo autostradale ( colpa mia , faceva parte della discesissssima...) , prendiamo la strada corretta per Brig e ci arriviamo dopo poco in mezzo ad un turbinio di vento e polvere.
Nonostante il vento e la quota di 700 metri, fa caldone pure a Brig e non è proprio cosi' presto, son quasi le 19!




km : 84
dislivello : 1812
sudore : qualche mastella

Tappa 5 : Lecco-Villadossola




11.06.2014

Mattina con sveglia lenta e colazione senza fretta soli soletti . Bardatura delle bici e poi via verso la stazione dove Claudia prenderà treno per la Valtellina, pedalerà sulla sua splendida ciclabile e poi nei giorni successivi prenderà una serie di treni panoramici che la porteranno fino a Brig.  Dove dovrei esserci io reduce dal Sempione ed entrambi belli riposati; almeno in zona chiappa.
Dopo saluti , abbracci e raccomandazioni ( dalla maglietta della salute, allo stai lontano dai pericoli), Claudia verso la Valtellina, io verso Domodossola. La parte finale verso Lecco era per fortuna ( di ieri) tutta o quasi in discesa; non volendo rifarmi la strada in salita, avevo rimappato il giro su altre vie ( che alla fine erano anche più convenienti) anche se salita me la sarei dovuta fare. Una serie di colline piu' o meno secche, fino ad arrivare al discesone verso Laveno sul lago Maggiore da dove
poi avrei traghettato sull'altra sponda del lago a Verbania.

Percorso in parte lungo la strada principale per Varese, ma con abbastanza deviazioni  per evitare il traffico che non era comunque ossessivo come nei 2 gg precedenti. Con qualche bello scorcio sui laghi, ma anche qualche bella chicca paesaggistica, di toponomastica e di doppio senso cartellonistico.



Caldissimo anche oggi e le soste si son fatte via via più frequenti sia in salita che nelle ore centrali.Per fortuna che nei parchetti una fontanella si trova quasi sempre ( altrimenti alla ricerca di un cimitero...)









Per le strade si trovano sempre un sacco di ciclisti di tutte le categorie ed età. Con mezzi dai piu' costosi a quelli piu' datati. E in effetti il terreno è quello bello sia per le salite light che le assassine, sia per il traffico non ossessionante, sia per le strade in buone condizioni e abbastanza larghe per tutti, sia per il paesaggio.
Passato il lago sul comodo traghetto che fa la spola ogni 20 minuti è cominciato l'ultimo pezzo della tappa. Nonostante fossero le 16 circa, il caldone era  sempre li bello presente anche all'ombra degli alberi.

Passata una prima salita al 6% , poi discesa fino alla valle del Toce e da li un su e giù ma sempre gradevole fino a Villadossola. Per la strada monumenti a memoria della lotta partigiana , lapidi di fucilati, la Casa della Resistenza ( chiusa..), targhe per ricordare i confini della repubblica partigiana .










Poi poco prima di Villadossola, la fabbrica del VINAVIL!!!
Che sia una colla è del tutto un dettaglio, io la ricordo sempre come un giocattolo ( impronte "digitali" a tutta mano, finta maschera di bellezza etc etc ).

Arrivato all'albergo Emiliana la proprietaria mi guarda un po' cosi' e mi chiede da dove vengo e dove poi vado; le spiego un po' da dove vengo oggi, da dove sono partito e dove vorrei arrivare. Mi guarda sconsolata scuotando la testa e commentando che pure il marito ed il figlio appena posono prendono la bici  e vanno in giro e lei proprio non capisce cosa ci si trovi. Hehe, non lo so nemmeno io che ci vado!
Stasera dovrebbe arrivare da Milano la mia amica Rita, domani mattina insieme verso il Sempione e poi Brig in Svizzera.




km : 121
dislivello : 1062

Tappa 4 : Brescia - Lecco




10.06.2014


Oggi tappa segnata da traffico e provinciali tranne qualche piccolo escursus nelle laterali che vanno e tornano dai paesetti alla provinciale. Almeno fino a girare decisamente verso Lecco all'altezza di San Giovanni Rotondo.
Il traffico, il casino, il degrado paesaggistico sembravano quelli descritti in tanti libri su Citta del Messico; sembra perfino impossibile che oltre alle autostrade ci sia un intasamento tale anche nelle provinciali . Quando si usciva dal casino per entrare nei paesi, sembrava di entrare in un altro mondo, silenzioso e appartato.

Nei piccoli parchi dove ci si fermava a fare il pieno di acqua  e per tare un pochino all'ombra, non mancava mai un monumento ai caduti. Mentre fino in veneto era la presenza alpina a dominare, qui sono i bersaglieri . Ma la sostanza delle tragedie non cambia : tanti cognomi ripetuti, tanti dispersi, tanti morti in prigionia.



Qualche paesetto dal nome strano lo si è incontrato ; e cosi' anche qualche "monumento" kitch che meritava una veloce fermata per foto e commento. Ma tutto sommato una tappa che bisognava fare, ma che non ci è piaciuta molto a parte l'arrivo nella zona dei laghi.
Per arrivare al B&B che avevamo prenotato nel pomeriggio ci sono impazziti entrambi i navigatori. Noi pensavamo di essere già arrivati, quando i bastardi elettronici ci han detto che mancavano altri 18 km.





Qusta foto è del poco prima dello scoprire che non eravamo arrivati ( B&B con piscina, vista lago e monti) , il lago lo abbiamo scambiato per quello di Lecco ed invece era quello di Garlate.
Arrivati  a Lecco tardi discretamente sfiniti dal caldone e dalle strade trafficate e non abbiamo approfittato della bellissima piscina. Il B&B era da lusso assiro-babilonese, i padroni di casa molto gentili ed ospitali, la casa bellissima e ristrutturata da poco e con gusto. Tra doccia, disfa bagagli, piccolo bucato quotidiano e la posizione decentrata (  pure in salita) del B&B abbiamo chiesto ai padroni di casa un posto più che vicino per mangiare qualcosa. La loro pizzeria di fiducia era per fortuna a poche centinaia di metri : pizza buonona, birra buonissima ( Staropramen ceca ), Braulio generosamente versato. Quindi giornata terminata con panza piena e una leggereza alla testa di origine cecoslovacca.

km : 119
Dislivello : 522

mercoledì 11 giugno 2014

Tappa 3 : San Giovanni Lupatoto - Brescia





09.06.2014
Partiti non prestissimo da Verona, sottoposti a cura ingrassante da sorella e cognato, abbiam purgato un pochino  di gas di scarico per uscire dal polo attrattivo di Verona.
In compenso siam passati e ci siamo fermati a Villafranca, per prendere acqua, qualch efrutto e stare un pochino guaivi su panchina e all'ombra. Non ci eravamo mai passati ed è carina; i pochi abitanti con cui abbiamo interagito erano cordiali; anche qui come quasi ogni giorno vengo avvicinato da "origginali". Non so ben come mai, normalmemnte non succede, ma quando sono in tenuta ciclistica mi capita sempre. Che sian le gambe ? Il polpaccio volitivo ? La maledizione dell'ottava division di rigattiana memoria ? Nin zo, ma comunque mi fa piacere scambiare quattro chiacchiere e in questo caso anche il consiglio sula fontanella con acqua fresca e buona che non era nel parco sotto le mura dove ci eravamo fermati.

Nel limite tra campagna-industria-abitazioni ogni tanto son comparsi nomi di paesi degni di attenzione maxima; uno sembra  un "sottolineativo" toscano, gli altri 2 quello che si desidera





















Pian piano siamo usciti dala campagna strana per entrare nella campagna estesa vera, bella e basta; per entrare nel risorgimento con i nomi Custoza, Solferino. E senza dimenticare il bellisimo parco del Mincio e Valeggio sul Mincio, molto bellina e con produzione di tortellini molto molto bbboni  checchè ne possano dire bolognesi ..
 
 
Le colline nelle zone attorno al Minio sono decisamente  belle , merita tornarci sicuramente.
Pero' mentre in cima a queste si stava benone nonostante il sole fosse decisamente alto e caldo, appena tornati in basso siamo passati dalla calma bucolica al delirio di traffico assassino, alla puzza di camion e macchine tranne in qualche breve tratto fino a Brescia.
Dopo le meraviglie delle colline non ho piu' fato foto, preso come ero a cercare di andare il piu' dritto possibile, evitando le buche più dure ( cit) ndo ansiosamente il percorso per vedere se si trovava una alternativa meno tossica.

Niente da fare tranne qualche pezzetto, provinciale assassina e via cosi'.
Alla fine siamo arrivati a Brescia dove avevamo prenotato in un albergo vicino all'ospedale( anzi, come lo chiamano loro anche per iscritto, Spedali Civili...)  . Per arrivarci siam passati in una zona di ville di inizio/fine secolo scorso SPETTACOLARI, con parchi e alberi secolari. Non ci siamo fermati a leggere i campanelli, temevano di leggere Vanderbilt, Shaeffer, Malborough, Savoia, Romanoff, ...

Comuque albergo con piscina sul tetto : mai provata prima tale libidine . Claudia poi ha completato l'opera raccattando dalle macchinette 2 bire  (  Moretti offcourse) che abiamo mollememte sorseggiato a bordo vasca.
Poi la sera la maledetta applicazione androide ci ha segnalato un ottimo ristorante a 200 metri. Prima abbiam dimostrato la nostra scurrile volgarità nella interazione con il navigatore parimenti androide, poi abbiamo perso definitivamente anche il purgatorio scoprendo che i 200 metri era di dislivello. Dio li strafulmini sti programmatori animali che dovrebbero esere condannati a vivere usando le loro applicazioni; mica come me che faccio le cose benissimo si intende!
Comuqne abiam mangiato bne, cpon Brescia ai nostri piedi e faceva anche un pochino ,meno caldo che in basso, ma tanto poi ci siam dovuti tornare in basso...
 

Tappa non lunga, ma decisamente sudata anche questa


km 84.90
Dislivello : 401