mercoledì 10 giugno 2015

Agios Nikolaos – Atoliko

Oggi una signor tappa, le gambe girano e qualcosa di panza è calato ( non troppo...).
Sveglia non troppo presto che ieri sera mi son messo sulle mappe fino a tardi; anche per digerire agnello & tzatziki della taverna dove mi sono imbucato.
La signora mi ha offerto un caffè greco ed un pezo di pane fatto da lei; fuori con il sesamo, dentro un nonnulla di anice, ancora tiepido di forno. Ho circumnavigato una laguna, quella che comunica con il mare tramite il canale di Cleopatra; campagna con anche aranceti, i soliti greggi di capre e pecore. Ho aggirato anche le montagne che ieri tardo pomeriggio mi ero messo ad affrontare : non ce l'avrei mai fatta a finirle ad ore decenti, fatto benissimo a tornare indietro.

Qualche salita secca, seguita però da discese dolci e luuunghe, beissimo. Poi finita la lagun e passate le colline, il mare. Ci stavano gruppi di persone che pescavano da riva con artificiale e un rocchettone di filo; così a naso o folpi o calamari o non so che altro vista l'esca grossa come un pugno e con punte d'amo che spuntavano a raggiera.
E il mare è qui accanto, mi son fermato a fare qualche foto ed un pediluvietto ci è scappato; niente bagno che sapevo di avere un bel po' di strada e di salite. Bella gelata comunque.


Uno dei giri che avevo provato ad bbozzare passava dall'isola che si intravede tra mare e cielo : Itaca.
L'ho vista ma non ci sono arrivato e mi piace anche così, non bisogna affrettare il viaggio etc etc . E bisogna sempre lasciare qualcosa come scusa per ritornare un giorno.



Sempre pedalando sul mare o poco sopra, sono arrivato a Mutikas ( o Mitikas) dove dovevo arrivare ieri ... dopo quasi 3 ore di pedalata...
E finalmente basta allevamenti di pecore, pesce!

Le vasche sono protette da reti e si vedevano stormi di uccelli a mo di Silvestri che provavano a vedere se per caso metti mai un maglia si fosse allargata negli ultimi 20 secondi...



E che figata il golfo con l'isola di fonte vista dall'alto. Si perchè nel frattempo ho dovuto lasciare la costa e andare verso l'interno e le montagne. Caldo giaguaro ma per fortuna il pezzo iniziale in mezzo agli olivi dove , a tratti brevi brevi, si stava freschi. Ed ho aprofittato per un paio di soste di acclimatamento visto che oramai era mezzogiorno passato da un pò.

Salita dura a tratti; da livello mare a 450 metri, che di per loro non sarebero poi molti. Ma caldo, tratti al 14%, assenza di ombra dopo i primi 100 metri di dislivello mi hanno cotto lentamente.


E quando succede così, non so perchè ma trovo interessantissime un sacco di cose che mi rendomo moralmente obbligatorio fermarmi a fare foto; ad esempio questo giaccone invernale messo li, a guisa di spaventa passeri, ma senza passeri da spaventare, nè messi da proteggere. O l'han messo per indicare un punto di acceso particolare o forse ... ?boh
 


Non sono iconoclasta, ma un bel autoscatto al nasone che comincia ad arrossarsi  così faccio anche vedere la salita e l'ombra assente ?
Ecoio.








Con tutto sommato poche soste ( non ci stava ombra) sono arrivato in cima alla sella dove sta un ameno paesello con tanto di bar e supermercato; non lo sapevo prima, lo ho solo suposto vedendo la grandezza in carta, ma almeno acqua sapevo che l'avrei trovata.
Mi fermo nel primo baretto che trovo, entro e chiedo in inglese fantozziano causa linguia impastata LIMONADA-FANTA-COCA- BIG -VERYBIG- PLIS guardandolo con i miei migliori occhi da cerbiattone. E lui in ignlese inappuntabile mi dice che non ne ha  e che mi conviene andare al supermercato. IO un po' allibito gli richiedo qualcosa da bere e lui mi dice che mi conviene andare al supermercato. Mogio mogio esco e vado avanti e lo trovo chiuso; ritorno e cidico che è chiuso; e lui mi chiede "but mini market o big market?" .
In effetti quello chiuso era un 100 metri ( salita) più avanti ed aveva scritto mini-market, glielo dico e lui insiste che 10 metri dopo la scuola , si va su un erta salita e LI si trova il market vero.
Io sempre più basito gli dico che ci andrò dopo a vedere, ma se ha un acoca, una fanta, una limonata, un portukalo juice e acqua.
E miracolo, mi tira fuori un alattina di coca, la bottiglietta da 33 di suco d'arancio e l'acqua.
Ma lo pozzino cecallo che mi stavo sudando anche la cresima .
Preso il malloppo mi son seduto sotto il pergolo a bere e a far 2 chiacchiere  in greco-inglese con un paesano ( io non so il greco...) . Insomma ha lavorato per 20 anni sui ferry grecia - italia e quindi conosceva benissimo Trieste ( oltre a Udine : aaah ,Udinese! un gran classico) .
Dopo aver reintegrato la forma delle gobbe, esco dal paese e tra su e giù finalmente comincia il gran giù.


E dopo i pesci, si vede veramente che sono passato in una altra parte di Grezia : un purcittone meravigliosamente rosa e infangato come da manuale.










E poi dall'alto, la pianura e colline basse basse basse : sento nuofa linfa fitalen rifluire in me.

Anche perchè fa veramente caldo e , a parte in sella, non ci sta un filo d'aria.






Queste invece quelle che ho passato viste un po' da lontano, ma danno l'idea lo stesso




Dopo 250 metri di dislivello, ecco comparire il campo di calcio più arido che abbia mai visto. Nemmeno quello degli oratori dove andavo da bambino, ma li non era problema di erba, erano troppi unni che ci sgambettavano.
Questo mi ha fatto proprio impressione, fosse stato in cemento sarebbe stato più "morbido".





Dopo un altro bel pò di chilometri mi son fermato a bermi un caffè in un altro paesetto; mi dispiace non aver fatto foto, ma mi fa sempre specie fare il pseudo antropologo guardone e quindi quasi solo panorami.
Comunque, in centro paese vedo l'alberone con intorno cerchio di pietra e quasi pensavo di fermarmi li; ma poi un caffè frappè con un poco di zucchero che male potrebbe farmi ?
E allora sono andato nel bar/circolo di fronte : un assemblea di personaggi e di fenomeni  da paese.
Il barman con solo i denti ai lati mi chiedeva qualcosa anche in quasi inglese, ma giuro che non lo capivo; i clienti che sganasciavano, mi chiedevano "were are you from?" ed io a rispondere Italy almeno 10 volte. Columnque vabbuo', ordino sto caffè frappè e me lo fa con tutti i crismi , poco zuccherato, con la bottiglietta d'acqua gelata di accompagnamento.
Poi cominciano a coionare uno pelato dicendogli "italiano italiano". E capisco un vago e velato accenno alla mia pettinatura...
E insomma avanti così per tutto il caffè frappè che poi il parom mi ricarica; e mi ricarica anch ela bottiglietta di acqua fredda e mi offre una sigaretta. E tutti che mi parlano in greco chiedendomi non so cosa.... Poi Uno si ricorda qualcosa in inglese e mi chiede da dove vengo oggi; e ci dico Lefkada ( non venivo da li, ma il paesetto dove ho dormito è un Castagnevizza greco) .
E più o meno in coro scuotendo la testa  LEFKADA! ossignobeataverginemariassuntaincielo
Poi mi chiedono se dormirò li visto che sono le 15 passate e ci dico nono, voglio arrivare a Messolonghi...
Un apoteosi .
Tutti a parlare e gesticolare per darmi del matto, per dimmi che mancavano 50 km, che ci volevano almeno 3 ore in macchina, che sarei arrivato di notte, i lupi, le cavallette!

Alla fine pago ( 1.50 !) e esco tra i saluti di tutti; fuori su 3 tavolini ci son un 5 persone e una volta uscito cominciano loro. Poi monto in bicicletta e uno si acorge del Garmin e ulula "GPS!" e viene li a darmi indicazioni su cosa conveniva prendere come strade. Gli ho fatto vedere il percorso che avevo scelto e non sembrva convinto, co,unque alla fine ho detto si si va bene altrimenti ero ancora li. Una vera esperienza di grecità!




E dopo tutta la giornata di sole, nubi nere all'orizzonte ed ogni tanto qualche goccia d'acqua. Visto che la perturbazione fa la mia stessa strada , adotto la tecnica che appena sento qualche goccia mi fermo per un 5-10 minuti e poi riparto. Messo le protezioni alle borse che non si sa mai, ma alla fine solo qualche goccia e niente più, nemmeno messo giaccavento.



A Messolonghi alla fine non ci sono arrivato;  avevo letto sulla guida che è una città abbastanza piatta, senza nulla di che a parte l'essere famosa perchè ci è morto Byron durante la guerra di indipendenza greca. E con pochi e cari alberghi e pare anche senza  nessuna domatia . A 10 km da li, passando uno dei 2 ponti che uniscono questa isoletta di laguna alla terraferma ho visto un alberghetto, mi fermo, chiedo il prezzo, se hanno ricovero per bici e poi anche wifi e rispetta le 3 condizioni basilari.
Domani mattina andro' a Messolonghi e mi sa che prenderò ( se ci sta ancora) un pulman per Patrasso, così mi sparagno una 50ina di km senza storia e punto direttamente ad Olimpia.



Dall'uscita della laguna si intravedono i rilievi del Peloponneso.




Un pope che pesca!!









km dislivello tempo media
112 995 06.43.00 16,7

martedì 9 giugno 2015

Ammoudia - Agios Nikolaos

Mi pento : oggi ne ho combinate poche di giuste.
Stamatina non sapevo bene se fare colazione in un bar vicino dove ho dormito; proponevano colazione inglese, tedesca, greca. Ma io mi son detto , ma noooo, via a cercare un panificio/supermarket, mi prendo qualcosa li e su panchina panoramica. Panchine manco a pagarle, panificio niet, alla fine ho fatto colazione in mezzo alla campagna con jogurth e succo di frutta. E mosche...
Vabbuò, fatta questa proseguo per la strada andando verso il Necromanteion; giusto per rimanere in tema Acheronte no ? E difatti prima di cambiare il suo corso  la collina dove è posto era a picco sul fiume. Anzi, secondo tradizione era posto sulla collina sopra la confluenza di Acheronte, Flegentonte, Cocito. Me cocones!
Non che sia rimasto molto, ma è affascinante lo stesso sia come storia che come luogo tra il mito e la leggenda. E poi le mura ciclopiche mi hanno sempre affascinato ed impressionato.



Leggendo poi su guida e didascalie, i pellegrini che arrivavano non dico fossero raggirati, ma ci manca veramente un nulla. Prima messi a dormire in celle senza luce, poi nutriti per bene anche con narcotici, fati arrivare alla sala principale per un labirinto, poi la discesa con carrucola , poi compare il sacerdote. Insomma, quasi un concerto di una rock band!














Finita la visita, via come un caccia verso Preveza.
In qualche modo dovrò o passare il braccio di mare con un qualche mezzo ( se disponibile) o altrimenti circumnavigare la laguna con un extra di 100 km.
Salto a malincuore il museo di Nicopolis ( insieme magari ad un giretto per il sito he però pare sia molto esteso e dispersivo); qualcosa vedrò tra le foglie, ma intanto qualche bel cartello lo si trova sempre.

Pedala che ti pedalo, raggiungo 2 cicloviandanti svizzeri; lo so perchè avevano la targa sulle bici. Abbondantemente over 60, neri come la pece, li ho salutati in inglese e loro tranquilloni han cominciato a parlare in tedesco. Vabbuò. Saluto e riparto.
Alla prima salita, un bel 6% , sti 2 mi passano alla grandona e li mi accorgo che le bici he avevano erano in carbonio e pure dotate di pacco batterie e motore elettrico.... In discesa con la sola forza dei kg superflui li ho pasato come un saturn V .

Vedo poi questo cartello e non ci capisco più molto; doveva essere il mio punto di arrivo serale e invece ecchilo già qui. Che me lo ricordavo bene per il nome.
 Fermi tutti, cerca con il GPS, ma quando fai ricerca lessicografica xe na disperasion; apri bagagli ed estrai cartine, ma son troppo poco dettagliate. Per fare tutto questo mi ero recato proprio sulla spiaggia dove sta Mitikas ( subsottofrazione di Nikopolis)  ed ho approfittato per bermi un caffè freddo in un bar con techno a palla, ma anche il wifi. E via internet ho scoperto che di Mitikas ce ne stanno tantone. 

Però poi vuoi mettere che combinazione da vacanza che ho avuto la fortuna di vedere ?
Mi aspettavo di vedere uscire Pozzetto dalla roulotte; o almeno uno dei personaggi di Kitchen Stories!

Comunque alla ine sono arrivato a Preveza, sono andato fino al porto per vedere se avevano istituito un ferry/traghetto e niet. Allora via per la stazione dei pulmann per scoprire che era partito da qualche minuto e che quindi avrei dovuto attendere le 17.
O cosi', o i famoi 100 km in più.
O scelto per b&b, nel senso di Burek & Birra al baretto della stazione finendo un libro e cominciandone un altro.  Arrivano le 17, il pulman mi fa fare il tunnel ( 1.6 km grrrrr, ma è vietato a bici e pedoni, con telecamere e stazione di pedaggio dall'altra parte) e mi lascia un 2 km più in la. E io bello bello , mi pregusto gli ultimi 40 km che prevedono un paio di salite ma non dovrebbero essere violente e lunghe.  poi comunque sono le ultime della giornata.



Poi arrivo al fatidico Canale di Cleopatra; fatto sul serio da lei con le sue manine d'oro eh ?

E la cazzata del giorno comincia a palesarsi.
Non ho trovato prima di partire cartine con buona risoluzione; e questa parte dell' Epiro non era proprio ben coperta.
Fatto sta che mi son fidato delle carte elettroniche per concepire il giro fino all'altro Mitikas, quello giusto insomma.

La stradina parte bene, salitona ma non assassina, e difatti mi fermo pure per fare qualche foto alla laguna e alle nuvole che mi seguono ( 2 goccie 2 anche oggi giusto per non perdere l'abitudine)
Poi la salitina comincia ad andare sul 12% e oltre, basta asfalto e via con il cemento rigato alternato da sterrato.

E mi è sembrato un copione già visto il primo giorno.

più di 1 ora per fare i primi 100 metri di dislivello; poi avrei avuto una discesa  leggera e una rampa di 250 metri di dislivello, seguita poi dall'abisso verso il mare. In foto non rende bene, ma questo era un 16% ed era impraticable con ruote strette e basto .
Quindi dietrofront e giu'. Oramai erano le 19; di fare un giro alternativo nemmeno a parlarne visto che li intorno erano solamente forestali che in formato elettronico venivano riconosciute come asfaltate. Mancava solo il numero del sentiero.
Arrivato in fondo, mi butto a simìnistra alla ricerca di un albergo; e lo trovo anche dopo pochissimo, addirittura un 3 stelle 3 con negozio per  kitesurfer ( dimenticavo si, un sacco di vento oggi), ma dopo 10 inutili minuti di attesa ed essere andato in giro a cercare qualcuno me ne sono andato via. E allora a destra ed arrivato all'inizio del paesetto ho trovato un certello di domatia. Bar puzzolente di fumo da far paura a me che fumo; paron che non parla proprio, parona invece vestita di nero che mi chiede se sono italiano in italiano e poi mi parla in tedesco ( proprio giornata oggi...) . Però poi mi spiega ( in tedesco)  che ha imparato l'italiano lavorando con italiani in Germania, quindi in realtà ha imparato il tedesco con in mezzo qualche parola di italiano.
E mo tra stanotte e domani mattina devo concepire un altro giro; probabilmente dovrò tornare indietro un pezzetto, andare verso l'interno e arrivare fino ad Agrinio, da li cercare di prendere un pulman per Patrasso o almeno Messolongi e poi d li vedo che combino .
Insomma, domani me la gioco. Che la signora in nero mi ha già detto che prima delle 8 me lo posso scordare di trovarla in piedi e quindi poter andare via.

km dislivello tempo media
76 763 04.41.00 16,3










lunedì 8 giugno 2015

Butrinto - Ammoudia

Tappa così così oggi; tanto per cambiare pioggia, per quest'anno la siccità nell'Epiro l'abbiamo evitata; nessun posto memorabile, tranne l'arrivo e dopo dico il perchè. Sono rimasto fermo 2 ore sotto un ombrelone in una gelateria ad Igoumenitsa per evitare le ire di Zeus e di Giove pluvio; ho rifatto un pezzetto della strada di andata  verso Ioannina e il bivio dove ho tratto il dado sbagliato. Ma alla fine sono arrivato fin più in la di dove volevo, guardando meglio la cartina ad un altro bivio e decidendo li per li ( perchè non lo ho fatto a casa non lo so) che forse era meglio fare 10 km in più in avanti ( appunto verso Ammoudia) , che tornare indietro di 7 e fare discesissima che poi avrei dovuto fare in salitissima domani.
Po ben, andiamo per ordine .

A colazione 4 chiacchiere con il proprietario dell'albergo; che in realtà l'italiano lo capisce e quindi io parlavo italiano e lui in inglese/italiano. Mi ha detto che in luglio e agosto, tutta la clientela è italiana. E difatti i vini che aveva , a parte 3 albanesi, erano tutti italiani. Dopo avermi chiesto amicizia su facebook, ha insistito affinchè andassi a vedere che bella spiaggia ci stava giusto li a  5 minuti a piedi; e mi ha fatto ripetere la cosa anche dal ragazzo (gentilissimo, mi ha anche custodito la bici in camera sua ieri notte) che fa li la stagione . Io ho cercato di dire a tutti e 2 che ok, sarà anche bellissima come colori, ma i colori non si vedono se non ci sta il sole... E difatti era bello nuvoloso. Ma pur di farlo smettere ci sono andato : nessun colore .....

Ben, partito, riarrivato al sito di Butrinto dopo poco
ho attraversato lo sbocco della laguna su una chiatta. 1 iuro speso bene, altrimenti si puo' fare anche senza allungando di quei soli 25 km.. Bene così, nel mentre che aspettavo che la chiatta tornasse indietro ho anche oliato la catena che ne teneva bisogno povera.

Di lato Butrinto vista da fuori e dall'altra parte del canale, praticamente invisibile con tutti gli alberoni. Solo la torretta ed il castelletto veneziano sburtano fuori.




Per arrivare al confine con la Grezia, stradaccia piena di buche che diventa sterrato ed alla fine per un 100 metri assolutamente impedalabile senza mtb. Per arrivare alla fine su una superstrada che porta al confine. Niente di notevle, tranne che le nuvole grige erano scomparse e il sole scaldava un sacco; mi sono letteralmente bevuto gli ultimi leke in aranciata, the freddo e acqua.
Quest'albero mi ha colpito : il monumento al "barcollo ma non mollo" , "tagliatemi pure ma io di qui non mi muovo".


 

Qualche km prima di Igoumenitsa ho notato che il grigio all'orizzonte era diventato proprio nero, prima era nascosto dalla montagna tagliata dalla strada; e son cominciato anche i brontolii di nonno Zeus.
Sono riuscito ad arrivare ad Igoumenitsa e a piazzarmi sotto il tendone/ombrelone di una gelateria poco prima che si scatenasse il diluvio. 2 ore a bere qualcosa, mangiare gelato ( pessimo), cazzeggiare in rete prima vedendo tutti i siti meteo del pianeta, poi messaggiando qui e la ed infine cercando alloggio in loco visto che non smetteva. Poi pian piano ha mollato un pò ed ho deciso di ripartire anche se erano le 16.  A me non sembrava di averci messo così tanto, ma quello che mi ha fregato è anche l'ora in più della Grecia rispetto all'Albania ; la colazione era dalle 8, quindi dalle 9 greche.
.

Comunque ben lo stesso che ho deciso di ripartire. Ho preso acqua per un 5 km e poi lentamente ha smesso ; bigio bigio tutto intorno, ma zampate di sole arrivavano lo stesso.
Al secondo scollinamento è cambiata la zona geografica e allora via con questo bel cartello trilingue e bello nuovo nonostante la strada sia quasi in disuso dopo essere stata una delle arterie della zona; piante che strabordano sulla carreggiata, molta sabbia e sassi, ma il fondo tiene ancora .

E dopo una discesona, in pianura e non un altra salita. Qualche gregge qui e la, aranceti, qualche rovina ma niente di che; da macinar chilometri e niente più.









Ma poi dopo uno scollinamento ecco che meraviglia mi sono trovato : la zona umida di Kalodiki. Avevo visto sulla mappa segmato azzurro e pensavo ad un laghetto. Invece una meraviglia di marcite intorno con cigni, falchi di palude, anatri vari e tanti altri uccelli; in mezzo e su 2 lati, il trionfo delle ninfee. Bello e basta nonostante la stanchezza.


 Finito il lago/zona umida mi son fermato per vedere meglio la carta ed il gps. E li ho preso la decisione  di non andare a Parga o nel paese subito prima in campeggio, ma appunto di andare a Ammoudia.
Ma perchè proprio li ? A parte una discesa da 11-13% che il giorno dopo sarebbe diventata un calvario appena partito ?




 Ma perchè ci sta la foce dell'Acheronte!

Eccolo in foto, con i camper delle anime dannate e il gommone del nipote di Caronte.








Con questa assolvo il voto di mettere una foto al tramonto in spiaggia in Grecia. A me in genere le foto dei tramonti fanno effetto telenovelas  (anche detto dolce euchessina), ma una per prendermi per il culo dovevo metterla.



Però chiudo con questa : visto che i bond della Grecia non se li fila nessuno....








km dislivello tempo media
97 979 06.10.00 15,8




domenica 7 giugno 2015

Argirocastro - Ksamil ( Butrinto)

Oggi tappa breve di km, non troppo dislivello, non troppo caldo che è sempre stato velato. Insomma, una gita domenicale dai.
La mattina colazione come la facevo a Bisanzio : pomooro, cetriolo, peperone, feta, ovetto duro, pane e alla fine il caffè al posto del the. Mi han portato adirittura un bicchierone di latte ed ho bevuto pure quello che erano secoli che non facevo.
Partito abbastanza presto per evitare il caldone che oggi non si è fatto vivo. Un pò di sole, un pò di azzurro, qualche nuvola spesso davanti al sole, sempre un pochino di vento, meglio di così ci mancava non so che altro.
Ho ripercorso per una 20ina di km la strada fatta ieri, quindi pendenze al massimo del 2%, qualche discesa, traffico da domanica mattina presto : quasi solo pulmini che andavano a Saranda, nella mia direzione.


 Questo l'avevo già visto ieri. E mi son chiesto ancora come mai è così. Ha 2 figli/e ed ha pensato "intanto butto su, poi si arrangiano loro a finirselo come vogliono" . O i soci della cooperativa han finito prima i soldi ? Boh






Anche oggi stavo sbagliando strada; stavo prendendo la mulattiera che porta al passo verso Saranda invece della statale. Mi son venuti i brividi, poi ho visto che un pulmino diretto a Saranda andava diritto e non girava dove giravo io... Manco mal, poi l'ho vista dall'alto ed era pure franata a tratti.
Salita sempre tra il 2% ed il 9%; ma con qualche breve tratto sui 12% . Per qualche pezzo, il solito mantra che funziona sempre, qualche breve sosta, ma insomma alla fine sapevo che il percorso sarebbe stato un grande su, seguito da un grande giù e poi qualche 50-60 metri di dislivello ogni tanto.

Dall'alto sempre un bel panorama fino ad arrivare al valico trapuntato dei soliti minibunker ; però arrivato in cima anche il solito vento fresco e forte delle selle, una delizia anch eper il nbandana che si è asciugato in 5 minuti 5.
E poi in cima come nei migliori western, pony e mustang che se ne andavano brucando in giro.
Anche mucche , pecore e capre, ma queste non fanno notizia!



E finalmente si vede dall'altra parte. Decisamente più verdi le montagne; io speravo di vedere già il mare, ma ce ne vorrà ancora un bel pò.


Anche qui bambini che giocano a palla e girano in bici non se ne vedono. Tra una casa e l'altra quei 50 metri di dislivello verticale. Però tutto verde e fresco e con torrenti al'inzio piccoli piccoli e verso la fine poi incanalati in un torrentone unico di acqua limpida. 

Calanchi rossi; la terra sembra quasi quella rossa del Carso . E mi fa sempre far west o almeno Sergio Leone.

Qui mi ero fermato per fare una foto al torrentone incanalato e il tipo dall'altro lato del ponte credo mi abbia detto ( si è fatto capire a gesti) "adzo fotografi quel cesso di torrente, fotografa qui questo bel manzo!". La foto ce la ho fatta e lascio al mondo giudicare la manzoità del soggetto. Comunque sul torrente alla fine aveva anche ragione : lo guardavo con gli occhiali con lenti gialle, io li chiamo del buonumore perchè anche a novembre e con la nebbia vedi tutto bello luminoso e verde, ma con la macchina fotografica senza il filtro giusto, mica la stessa cosa ed ho buttao lo scatto. Per tenere il manzo però.


Qui mi dice l'ex collega albanese che è un cognome abbastanza tipico...
Con l'immancabile bunkerillo

E alla fine in laguna verso Ksamil, subito prima del sito archeologico di Butrinto. Allevamenti di cozze e  cefali , ma stasera alla fine mi son mangiato una greek salad che non avevo fatto tanti km e salite e cagnazzi e allora non mi meritavo nulla. Ecco.
In realtà avevo solo gola di roba fresca e che non facesse mapazza .
Insomma alla fine sono arrivato a Ksamil prestino, da una 10ina di km piovigginava a tratti e quindi ho deciso per albergo e niet campeggio; scelto più o meno a caso e son cascato bene. Molto gentili e disponibili, birra di benvenuto aggratisse ( e qui mi han conquistato...), il ragazzo che fa qui la stagione parla italiano ed è giovane giovane e tanto entusiasta ed è stato li con me una mezzora a parlare dell'Albania e cosa sarebbe bello andare a vedere etc etc ( a cena poi ho lasciato mancia principesca). Comunque per pagare pegno di tapa breve, al sito di Butrinto a 3.5 km ci sono andato a piedi; aveva smesso di piovere ma la giacca me la son portata lo stesso. Di fianco la laguna verso il mare; e di fronte ci sta Corfù e Butrinto me la ricordavo perchè Gerard Durrel la menziona nel suo "La mia famiglia ed altri animali" . Ecco, nell'isola della manica non ci sono andato alla fine, ma qui si.

Il sito è molto molto bello; ha tracce dal neolitico in poi , passando per i greci, poi i romani, poi la calata dei visogoti, quindi bizantini, un fran medioevo che ha dimenticato, poi  veneziani e Ali Pasha. Di più non dico che direi un sacco di azzate, solo qualche foto con eventuale commento.



I tre che si intravedono sono graci e facevano casino come i Clash. Non ho capito una parola, tranne un epidaur*.* con il tipo che fingeva di lanciare monetina per terra e poi metteva la mano all'orecchio sempre parlando. Ci paserò da Epidauro e spero che mentre sono per gli spalti qualcuno getti veramente la monetina. Chissà se il grego ci è mai stato però....

Ecco, qui un attimo di commozione : LE TERME!
E ci stavano ancora delle colonnine che reggevano il pavimento rialzato; ma non per cavi di rete e minchiate del genere , ma per far fìdiffondere il calore generato dal gran focolare che sta sulla destra.
Dio mio, un aufguss di 2500 anni...

Cammino, alzo lo sguardo e vedo questa radice incuneata, avvolta, avvinghiata alle vecchie mura. So che è così, ma in realtà non vedo la radice. Che mi si stia alzando il livello residuo di testosterone ?  Che in vacanza ci sto già, che po essere ? Stress ? Sindrome da "vedo nudo" ?






E questa porta qui, non mi viene nominata nell'Eneide ! Ciò dico io
Questa invece è la porta del leone ( che si sta mangiando il toro a partire dalla gola).
Nel cartello apposito, si dice che questo capitello è stato aggiunto dopo per abbassare la porta e renderla più difendibile, Secondo me solo dopo che la Akea ha inventato i templi montabili ( battutona).




Qui canali, ma sulla destra il forte triangolare veneziano. E pensare che la tenevano per la laguna interna con pesci e cozze per manterenrsi in realtà Corfù.









Medie del giorno e poi a dormire dai ( ricordando i 7 km aggiuntivi a piedi!)

km dislivello tempo media
67 588 04.02.00 16,5