domenica 27 agosto 2017

giorno 1 & 2 : Venezia, Keflavik, Eyarbakki

18-19 agosto


 In Islanda il wifi mica ci sta sempre, anzicheno. Stanotte si dorme in ostello, che siam "stanchi" da 500 km in autobus per tappona di trasferimento; e per stanotte domani è prevista pioggia , tanta pioggia e quindi si è deciso di partire almeno asciutti e ben pasciuti. E finalmente ci sta un wifi degno di questo nome , abbiamo tempo e quindi scrivo.

Ritrovo a Fiumicello verso le 13, stivaggio bagagli& bici e via verso nuove avventure con un caldo feroce di 36 gradi afosi.
Naturalment e arrivati a Venezia in clamoroso anticipo , ma stranamente pur essendo un venerdì di agosto non ci stava poi tanta gente. Check in con simpatica addetta che ci chiede se per caso abbiam già pagato per le bici : piccoli momenti di panico, ma tutto risolto al volo.
Poi portiamo le bici nella zona grandi bagagli; sconsiglio di assistere all'operazione di accettazione del mezzo. Risucchiano il cartone della bici con una ventosa e poi SBLAM la fanno cadere in un carrello. Dall'alto.

Volo Lufthansa come i signori con snack incluso per la tratta fino a Francoforte . E quando passa il carrello non ti vedamo dentro anche vino bianco e rosso? Con la dieta che ci attende noi si approfitta subito per un bianco ; poi con gioia passano per un altro giro e optiamo per il rosso. Decisamente meglio il rosso.
A Francoforte tutti gli aerei in ritardo causa fortunale, comunque velocemente troviamo il gate e ci mettamo in coda. L'aereo è pieno in ogni ordine di posto, gran successo dell'Islanda com meta turistica e ce ne accorgeremo poi pedalando in notturna da Keflavik con un aereo ogni 10 minuti in arrivo . Comunque cena non male, altri 2 giri di rosso quindi noi felici; nel frattempo portano il cuscino che la copertina era già sul sedile. Calano le luci ed invano si cerca di dormire un pò; forse in business ci riescono ma i posti son piccolini per le anime lunghe come Piero e me . Federica qualcosa dormicchia, ma poco poco.



 Arriviamo a Keflavik alle 02 ora italiana  ( mezzanotet Islandese) , ritiriamo i bagagli ed usciamo dall'aeroporto. Primo shock : 8 gradi centigradi e vento teso. Gelato.

 Anche se lo sapevamo è stato bellissimo montare al chiuso le bici vista la zima e il divieto di farlo dentro l'aeroporto; fornito di un pò di attrezzi legati con malditi cavi sempre troppo corti, le luci ci stanno ma devi fare acrobazie per attaccare le prese elettriche che le alimentano, le pompe ci stanno ma sono rotte, però direi benissimo lo stesso.
Solo graffi come conseguenza della "delicatezza" del trasporto, al rigonfiaggio gomme una delle valvole di Federica si rompe e quindi il gommista di fiducia Piero si esibisce in cambio rapido e poi via a cercare di uscire dall'aeroporto completamente rincojoniti dal sonno e dal freddo.

Destinazione Selfoss o almeno da quelle parti. Dopo pochi metri prima sosta e ancora uno strato addosso. Fa veramente freddo e già mi pento ( in realtà mi do del deficente) per non aver portato i pantaloni da bici lunghi ma solo 1 corto, 1 medio e i gambali volanti.









Che poi oramai erano le 02 islandesi e si vedevano i primi cenni dell'alba , ma il sole se ne veniva su leeeento leeeento.






Dopo qualche km altra sosta per metter su praticamente tutto, anche la roba antipioggia .



In questa parte il paesaggio è deserto di lava, a tratti pedaliamo vicini al mare  e Federica ha una visione da freddo &sonno : una balena!  In realtaà uno scoglio su cui sbattevano le onde spinte dal ventaccio gelido, ma le risate ci han scaldato un pochino


 E finalmente sorge, scalda giusto con la luce e poi si mette dietro la nuvolaglia infigarda . Ma qualcosa cambia , che nel frattempo i gradi erano diventati 6... Eccoci adoranti rivolti a Ra


E all'orizzonte si vedon vapori, eccoci nella terra della geotermia a manetta!
Noi si pensava nella nostra ipotermia ad un centro termale ed invece proprio una centrale con vapori e fumi che vengono fuori tutto intorno.



Per freddo sonno e buio abbiam saltato la visita ad uno dei punti dove sono evidenti le 2 placche continentali in superfice,  però giusto quel pezzettino di lava ci ricorda dove siamo .


Finalmente luce, si apre un pochino e un mezzo strato lo tiriamo via. 

 Qualche breve salitina ci aiuta a scaldarci ed oltre al mare cominciano a comparire i primi rilievi


Si, decisamente si : l'Islanda è una figata. In quello che è un deserto di sassi e massi con giusto ciuffetti di erba e licheni, ci sta un sacco di bellezza inaspettata




Inaspettatamente oasi di verde verdissimo







Ci fermiamo a bere un caffè nell'unico posto aperto che troviamo lungo la strada. E' sabato e son le 8 di mattina, in giro nessuno nemmeno nei 2 paesetti che incontriamo. E le rare botteghe non aprono prima delle 9/ 10.

Poi la stanchezza ci fa vacillare sulla bici, non è più così freddo ma lo stesso i 36 gradi sono un ricordo. Andrebbe anche bene l'aria condizionata a manego dell'aeroporto...


 E tutto intorno sassi



Questi nella classica formazione a Boassa



Questi nella formazione Zollette di Zucchero



Questi Orto Zen



Questi Rubik


E poi di un tratto prati. Prati. Prati.
Ipnoticamente mossi dal vento
Tanto ipnoticamente



E appena ci appare questo magnifico e ridente paesello dotato di campeggio, ci fiondiamo dentro barcollanti come usciti dai deserti di Tex Willer.
Niente fiumi di birra gelata e montagne di patatine; però doccia calda, prima mesta minestra in busta ma anche pane e biscotti comperati per strada ed un pezzo di grana cone antipasto.

Entriamo in tenda verso le 20 locali convinti doi passare una notte insomme ed agitata : ci risvegliamo invece verso le 8 dopo essere svenuti dentro i sacchi pelosi.

E tutto questo in 121 km con 590 di dislivello.













giovedì 17 agosto 2017

Islanda in 3 : il lungo , la corta e il pacioccone







Quest'anno niente solitaria; si parte in 3 per il grande  nord .
Mica sappiamo quanti km riusciremo a fare; le giornate stanno diventando più corte anche li, il meteo ad aver fortuna ( culo) ci riserverà forse qualche giornata di bel tempo.
Il giro nelle intenzioni sarà "classico",  un pezzo del Ring , un paio di giorni di sterrato si spera non troppo cattivo (  F35, altopiano Kjolur), qualche tappone di trasferimento in autobus, mediamente tenda, ma in caso di tempo schifoso non si disdegneranno rifugi & ostelli.
E se gli dei ci saranno amici, si rischia pure di vedere l'aorora boreale.


Ecco il percorso di massima ; i buchi bianchi o in azzurrino le incertezze o da pulman o in quale giorno o in che pezzo metter dentro.
Qualche cosa di bello salteremo, ma bisogna sempre lasciare qualcosa per aver la scusa di ritornare .






Eccoci nel nostro splendore, da sinistra a destra come da titolo .
Domani si parte e ci attenderanno giorni di minestrine e risotti in busta, ma anche grana e qualche frichetto da viaggio. La birra speriam di trovarla  con alcool e a prezzi NON da Barolo, ci rifaremo al ritorno.

martedì 18 luglio 2017

¡Que viva croquetas!











Queste son pescate dalla memoria, che appena comincio a brigare per mettermi un poco a dieta i pensieri van sempre li, alla panza. ; ma anche la voglia di spignattare che mi prende quando son un pò così .
Fino a credo fosse  il 1997, per me le crocchette erano quelle per i gatti oppure quelle delizie croccantose e unte a base di patate; poi tramite vicissitudini ho assaggiato queste croquetas, crocchette spagnole non a base di patate, ricetta direttamente da signora spagnola verace . Da allora le ho fatte più volte, modificandole, improvvisando nuove aggiunte , ma era da annoni che non le rifacevo; mi son tornate in mente come hors d'ouvre per pizzata casalingua tra amici , ma dovevo pur riprovarle nomo?
Hanno come base una specie di besciamella bella soda, ma tant'è, ecco le dosi sia in formato  "a occhio" che in grammi.

- una cipolletta/scalogno a pezzetti piiiiccoli piccoli
- uno spicchietto di aglio a pezzetti come sopra
- prosciutto crudo 50 gr ( o speck o coppa o pancetta affumicata o un salume bello saporito insomma) a discrezione che se si fanno di pesce andrebbe meglio qualcosa di meno invadente tipo cotto o anche nulla
- petto di pollo o lesso o cotto al volo (300-400 gr in tutto); ma anche carne lessa o pesce bianco o perchè no anche il baccalà ( provate tutte le varianti e son sempre buone)
- brodo + latte 450-500 ml; se carne , va bene come proporzioni 2:1 tra brodo e latte ( 2 bicchieri- 1 bicchiere), se pesce meglio brodo di pesce. In ogni caso va bene anche lasciar vivo il cappone ( obranzino)  e tirare il collo ad un dado. Le ho provate anche con misto di carne bianca e funghi, e li benissimo il dado gusto fungo.
- farina 00 120 gr (5 cucchiai grossomodo)
- 1 uovo
- sale + pepe a piacere
- un profumo di noce moscata che ci sta sempre bene
- olio e burro 







Tritare cipolla e aglio a pezzetti piccoli piccoli.
Farli appassire/imbiondire in misto di olio e burro ( non siamo a dieta, famo i generosi altrimenti il besciamellone fa i grumi poi) in una pentola larga e bassa acconcia a ricevere il tutto.
Aggiungere la carne / pesce a pezzetti







 
Pian piano aggiungere farina in modo da cuocerla e far una specie di roux con i grassi di cottura
Man mano aggiungere latte & brodo sempre mescolando  e tenendo fuoco dolce.

Mescolare sempre che la bastarda si attacca facile.








Quando questa specie di blob comincia  a non filare più ma comportarsi quasi come una pasta choux ( bignè insomma) / polenta e staccarsi autonomamemte dai bordi della pentola, togliere dal fuoco, aggiungere l'uovo intero , sbattere alla boiadiungiuda , rimettere sul fuoco e portare a fine cottura (come sopra , staccarsi dai bordi della pentola). Regolare di sale, pepe , noce moscata
In tutto si fa in circa in 20 minuti







Stendere su un piatto piano/ vassoio aiutandosi con un cucchiaio/spatola/quelchesiha bagnato ;  spessore un paio di cm , ma anche 3 schifo non fanno. Coprire con pellicola facendola aderire all'impasto per non far formare crosticina secca sopra ; far raffreddare/abbattere.

La besciamella densa si può fare anche il giorno prima, basta che una volta fredda la si metta in frigo lasciando la pellicola sopra .

Una volta fredda, la si taglia a pezzi ( parellelepipedi) , li si arrotonda per dare forma crocchettosa , li si passa per bene nel pane grattuggiato e li si frigge in olio abbondante fino a doratura.

Chi vuole sala , chi non vuole no.
La panatura si puo' fare così semplice se la pasta è ancora abbastanza umida, altrimenti panatura come da manuale di nonna Papera : si passa nella farina , poi nell'uovo battuto e poi nel pane grattuggiato.

In dipendenza  dalla grandezza con cui si formano ne vengono da 20 a 30: a me non piacciono troppo grandi e quindi sono sui 30. E no, non me le sono mangiate tutte, il 30 è per interpolazione, me ne son fatte una 10ina e il resto dell'impasto è in frigo.

Avviso: son buone da stare male .













martedì 20 giugno 2017

Anatomia dello Hugo : sciroppo di Melissa




Alla ricerca del perchè ogni tanto lo Hugo mi viene dolce o troppo secco mi sono imbattuto in wikipedia che mi dice che lo Hugo origginale sarebbe stato con lo sciroppo di melissa. Melissa??? Vogliamo dire quella cosa che mi cresce come gli interessi del mutuo? Quella piccola piantina presa a 3 euro e che adesso mi cresce ovunque ? Che uso giusto per qualche frittatina primaverile e per seccarla e fare tisanelle e poi non so che fare?
Come non approfittare dell'occasione !

  • 4 litri di acqua
  • 4 kg zucchero
  • 4 limoni
  • 80 gr foglie di melissa
  • qualche rametto di menta (5-6)
  •  5 cm di zenzero a fettine ( circa 30 gr) 
  • 50 gr acido citrico
 
Non serve mica tutto il cespuglio che ho raccolto io;  a me sta andando in fiore e quindi la maggior parte delle foglie è piccolina e poi nonostante lo sradicamento continuo è prolifica  come le famiglie nel ventennio e quindi via di forbici e il resto si butta nel composter.

Prendere le foglie e pesarne circa 80 gr;
aggiungere anche le foglie di qualche rametto di menta , sbucciare e tagliare a fettine un pezzetto di zenzero ( che mi piace e mi sa di affine e quindi ce lo metto).

Le zucchine nello sfondo non ci entrano per nulla, ma l'orto comincia a regalare .
Si mette l'acqua a bollire; quando bolle ci si mette dentro un kg di zucchero alla volta aspettando che si sciolga  ( così non fa caramello e non occorre nemmeno mescolare).
Dopo l'ultimo kg sciolto, si spegne , si metton dentro melissa, menta, limoni tagliati a fettine, zenzero parimenti a fettine, acido citrico e si incoperchia fino al giorno dopo.




Ecco il blob il giorno dopo ( sera, che di giorno si lavora); ho messo qualche foglia di menta fresca in più.
Il sapore ? Che dire, ad un palato allenato come il mio posso dire che si sente una forte componente di melissa, con note di menta e sentori di fresca menta.; un nonnulla di agrumi gialli ed una dolcezza accentuata . A parte le supercazzole è buono e profumato, sia diluito in acqua che giustamente con ghiaccio, vino bianco e selz ( in shape of acqua gassata).
Merita l'esperimento.

Dimenticavo : si filtra ed imbottiglia e si mette in luogo fresco, come ogni santo sciroppo home made che si rispetti









martedì 4 aprile 2017

Metti un orso a cena : pesto di aglio ursino




Adesso è primavera piena qui nella bassa, tripudio di fiori e fiorellini; peschi e albicocchi han già perso i fiori e messo su i piccoli frutti. Anche il mio piccolo mandorlo ha le mandorlette attaccate, speriamo non torni 'na botta di freddo che mi cade tutto quanto.
Domenica in giro a camminare per le golene dell'Isonzo , ad allenarmi per grandi imprese e godere dello stare all'aria aperta a sudare ; incontro fatale una piccola radura di qualche metro quadrato piena del profumo dell'aglio, ma non quello tradizionale , l'aglio ursino. L'orso è il mio animale guida ( almeno  l'ho eletto io a tal guisa) , l'aglio mi piace, tengo pure la pressione alta e quindi vai di raccolta.
Il pesto è facile facile , sta bene con tutto ( se piacciono aglio e cipolla) , importante è non scambiare la pianta con altre letali. Però qui basta non aver fretta ed ansia, sfregare tra le dita una foglia ed annusare il sublime profumo; stare attenti di non tirar su tutto quanto, ma scegliere le foglie che si assomigliano come gemelle.
Si può usare tranquillamente il minipimer o il frullatore che non è nobile come quello di basilico alla genovese.

E qui mi scappa la citazione del magister Tognazzi :
“Il basilico del pesto non va ucciso, non bisogna triturarlo, no. Bisogna metterlo nel mortaio e pestarlo, pestarlo, pestarlo. Bisogna tramortirlo il pesto, tramortirlo, perché quando va su con la pasta bollente ha un urlo, e questo urlo tu lo devi ingoiare, mandare giù. È l’aglio che è duro a morire”

 Ecco, anche l'aglio ursino è duro a morire; come anguilla o sfiga che perenne si torce.

  •  300 gr foglie di aglio ursino
  •  150 gr di mandorle vestite ( o circa 110 di mandorle pelate)
  •  olio EVO tanto. Come per la maionese ed il baccalà alla vicentina , l'olio non si misura , si mette quel che ci va senza remore, pietà o ripensamenti

Eccoli qui gli ingredienti base. Se lo si mangia anche dopo qualche giorno io almeno lo faccio così ; se lo si mangia subito con la pasta , un misto di mandorle e noci e ci metto pure un mix di pecorino e parmigiano. Ma se voglio mangiarlo in modo diverso e per più giorni o anche congelarlo, preferisco non mettere formaggii e soprattutto noci che irrancidiscono facili.

La letteratura direbbe che le foglie NON andrebbero lavate, ma passate languidamente con straccetto umido una ad una .Esticazzi. Con 300 gr di foglie che qualcuna aveva anche il bulbetto attaccato, si va di ammollo e passaggio con centrifiuga di insalata ( l'aglio è duro a morire nomo ?)


Spelate le mandorle dopo sommaria sobbollitura, o anche niente se son già ignude, si mettono un pò di foglie in barattolo acconcio, un poco di olio, qualche mandorla e si miniperizzano/frullano. A me il pesto dell'orso non piace tipo purea, mi piacciono i pezzettoni che son rustico oltre che orso; quindi miniperizzata ( frullata) sommaria, si versa in contenitore e si va avanti con il resto un poco alla volta. In modo alla fine di mescolare ed avere una distribuzione omogenea di mandorle e pezzettoni.







Con queste dosi ne viene un bel pò. Per una generosa  pasta per 2 bastano anche una 20ina di foglie. Ma io son goloso ( vedi alla voce orso) e fatto così si pote financo congelare per i momenti tristi in cui le orse latitano.








Si beh, ma dove si usa poi ?

A me piace ovunque tranne nei dolci , come aglio e cipolla in generale.
Molto bene con bruschettona





 Benissssssimo con pasta . E qui è come con il pesto : lo si "diluisce " un pelo con acqua di cottura nel piatto ( da singolo, altrimenti in terrinona) , nel frattempo si grattugia il formaggio e si triturano le noci.
Si scola la pasta, si versa nel piatto ( terrinona) , si mescola e sopra noci & formaggio/ i.
Magari pure con un filo di olietto buono che male non fa.




E che dire  di metterne un bit accanto agli asparagi che mo comincia la stagione ?? Immancabile maionese...
Molto molto bene anche con carnazza di porco o su bisteccona o su semplici patate lesse, ma se continuo dopo pubblico a novembre che non si trova più...
Che è buono sempre, però il top del profumo è appena prima della fioritura ( adesso) oppure anche fiorito bene.
Dopo cala di intensità. Comunque con buoni anche i bulbi, i fiori , gli steli : ayurveda alitoso allo stato puro.







venerdì 23 dicembre 2016

Micettò di patate







Che in realtà è il Gattò di Patate Napoletano rivisto da un altoatesino; però mo che pure Mary,  politicamente collocata all'estrema sinistra del partito comunista nord coreano, ha micettina e posta foto su foto della bestiolina, lo chiamo Micettò così posto anche io su FB un micetto e i consensi si sprecheranno.
Anni che non lo mangiavo, era uno dei pochi cavalli di battaglia di mamma. Il vantaggio di essere nato a Bolzano era all'epoca l'aver vicini e conoscenti di tutta Italia ; quindi cucina veneta innanzitutto, poi tirolese , ma anche e soprattutto regionale italiana in senso ampio. Dalla pugliese alla milanese, dal Manzanarre al Reno.
Non è la versione napoletana verace, è mediata dai miei gusti e dai ricordi di sabati/domeniche sera di gioventù; che poi anche di napoletane ne esistono molte versioni ( quella classica della Francesconi con albumi montati a neve, qualcuno jamais salame, qualcuno mescola insieme , altri fanno a strati diversi, altri ancora mescolano tutto tranne il fiordilatte che mettono nel mezzo).

Questa è come la faccio io


Per stampo da 23-24 cm ( se si vuole un poco alto, altrimenti anche da 26-28)


- 1.5 kg patate buone ( da pelare)
- 3 uova
- 100 gr burro + un pò per ungere lo stampo ( o anche strutto)
- 130 gr scamorza affumicata ( ci andrebbe meglio la provola, ma chi la trova qua... comunque è mezza scamorzina che si trova al supermercato), l'altra mezza andrà bene per la replica)
- 200 gr mozzarella ( fiordilatte insomma)
- 80 gr pecorino romano grattuggiato ( o parmigiano o formaggio vecchio)
- circa 100 gr di latte ( quel che serve per rendere l'impasto morbido, se le patate si lessano in acqua anche meno, se si usa il microonde così o  poco in più)
- 150 gr di salame napoletano oppure di salamino piccante ( io questo che mi piace assai) o di prosciutto cotto o di mortadella
- pepe macinato a gusto
- pane grattuggiato per foderare lo stampo e spolverare la testa del gattò




Pelare , lavare e cuocere le patate se le si fanno al microonde; altrimenti lessage con buccia, poi sbucciare etc etc .


Nel mentre che si lessano si tagliano e grattuggiano  formaggi e salumi ( o prosciutti o etc etc )


Il pezzettone di burro dentro pentola o terrinona dove poi si schiacceranno le patate e si monterà il composto


Mi arraccomando, le patate di schiacciano quando sono belle calde, così il burro si scioglie , si fa meno fatica e perchè di si.  Qualcuno dice di passarle 2 volte, io ho uno schiacciapatate a buchetti piccoli e lo faccio una volta sola.


Dopo qualche bella abattuta, dentro il pecorino/parmigiano e via di braccio

Poi se troppo sodo il latte e si arribatte fino a consistenza desiderata


Quindi uova  e si ribatte



E quindi il resto dei formaggi e salumi e si mescola e basta


Finalmente si imburra ( instrutta) uno stampo sfoderabile e inceve di infarinarlo lo si "inpanegrattuggiatorlo"



Si versa il composto, lo si livella , chi vuole ( e ci va) incide una spirale superficiale con i rebbi di una forchetta, qualche fiocchetto di burro e via in forno a 180 gradi  per na mezzorata o almeno fin quando la parte sopra prende colore



Eccolo, si può mangiare anche subito, ma se non si aspetta una altra mezzorata lasciandolo dentro il forno a rassodare, diventa una impresa tagliarlo e lo si potrà mangiare solo al cucchiaio.

Meglio lasciarlo in forno anche di più, è buono tiepido e rassodato, è sublime riscaldato brevemente il giorno dopo , in congelatore ci sta come un papa. Ecco