Tappa pelandrona ma di cultura oggi. Ho percorso bensì 7 km , dislivello 25 metri.
Dovevo decidere se e quando prendere il treno per passarmi poi una giornata a Timisoara , vedere qualcos'altro che mi interessava, rinunciare ad altre cose. Che bisogna sempre lasciare qualcosa da vedere o fare come scusa per ritornare, almeno questa è la mia filosofia.
Alzato tardi dopo notte con zanzare ruggenti, triste colazione ( la prima mesta del viaggio) , giretto svogliato per Baia Mare, ma quel che ci stava da vedere che valesse la pena era già visto.
E allora son andato in stazione con il mio foglietto già compilato con i treni che volevo prendere ricavato dal sito delle ferrovie nazionali, fatto i biglietti con supplememto bici e via a sparagnare oltre 200 km di posti che non credo valessero molto la pena attraversare se non per spirito di purezza cicloturistica; che io non ho.
Mattinata fresca e con vento teso, il treno però alle 14.45 ( altra opzione era alle 5 di mattina) . Mi son piazzato in stazione trascinando la bici su per le scale e mi son messo a leggere .
Finito il 4 libro della tetralogia de L'amica Geniale (Storia della bambina perduta), iniziati e letti Sulla traccia di Nives di Erri de Luca e Una cosa divertente da non fare mai più di David Foster Wallace . Adesso sono incerto se iniziare qualcosa di Alice Munro, sganasciare con Terry Pratchett, andare sul tosto con Slavoj Zizek, continuare a sognare con Bonatti. Mi piace leggere ? Poco poco.
A parte le letture, il confronto con le ferrovie rumene è stato all'inizio comico; ci son dei tabelloni con orario e numero del binario facili da leggere che la stazione è piccolina. Però sui binari non ci stanno i numeri, per induzione e sperimentalmente poi è facile: il più vicino alla stazione è il binario 1 e a crescere verso l'esterno.
Ci sarebbe stato anche il temibile sottopassaggio, ma non lo usa nessumo. Qualche treno che partiva ( la maggior parte verso Satu Mare ) era tipo i nostri minuetto, quello che ho preso io era come 2 generazioni precedenti il minuetto; quindi la salita al treno praticamente un secondo grado esposto, gradini da giganti, apertura e chiusura porte completamente manuale, posto per mettere la bici zero.
Morale in piedi per poco più di un ora a spostare la bici davanti al bagno e a richiudere le porte che la gente apriva e lasciva così. Era comunque un localissimo diesel diretto ad una stazione intermedia dove poi ho preso l'quivalente di un nostro minuetto, con aria condizionata, posto per bici e disabili, salita al vano bici/disabili ribassata. Il paesagio fuori sempre uguale, lungo vallate e seguendo i fiumi . Tanta campagna , parecchi paesetti e quindi fermate, alla fine alle 20 son arrivato a Cluj Napoca. Il centro parrebbe anche bello, con barocco, liberty e gotico. Ci son passato alla ricerca di un posto dove dormire ma non ho fatto foto.
Domai mattina si parte presto verso Alba Iulia . In bici stavolta
Dovevo decidere se e quando prendere il treno per passarmi poi una giornata a Timisoara , vedere qualcos'altro che mi interessava, rinunciare ad altre cose. Che bisogna sempre lasciare qualcosa da vedere o fare come scusa per ritornare, almeno questa è la mia filosofia.
Alzato tardi dopo notte con zanzare ruggenti, triste colazione ( la prima mesta del viaggio) , giretto svogliato per Baia Mare, ma quel che ci stava da vedere che valesse la pena era già visto.
E allora son andato in stazione con il mio foglietto già compilato con i treni che volevo prendere ricavato dal sito delle ferrovie nazionali, fatto i biglietti con supplememto bici e via a sparagnare oltre 200 km di posti che non credo valessero molto la pena attraversare se non per spirito di purezza cicloturistica; che io non ho.
Mattinata fresca e con vento teso, il treno però alle 14.45 ( altra opzione era alle 5 di mattina) . Mi son piazzato in stazione trascinando la bici su per le scale e mi son messo a leggere .
Finito il 4 libro della tetralogia de L'amica Geniale (Storia della bambina perduta), iniziati e letti Sulla traccia di Nives di Erri de Luca e Una cosa divertente da non fare mai più di David Foster Wallace . Adesso sono incerto se iniziare qualcosa di Alice Munro, sganasciare con Terry Pratchett, andare sul tosto con Slavoj Zizek, continuare a sognare con Bonatti. Mi piace leggere ? Poco poco.
A parte le letture, il confronto con le ferrovie rumene è stato all'inizio comico; ci son dei tabelloni con orario e numero del binario facili da leggere che la stazione è piccolina. Però sui binari non ci stanno i numeri, per induzione e sperimentalmente poi è facile: il più vicino alla stazione è il binario 1 e a crescere verso l'esterno.
Ci sarebbe stato anche il temibile sottopassaggio, ma non lo usa nessumo. Qualche treno che partiva ( la maggior parte verso Satu Mare ) era tipo i nostri minuetto, quello che ho preso io era come 2 generazioni precedenti il minuetto; quindi la salita al treno praticamente un secondo grado esposto, gradini da giganti, apertura e chiusura porte completamente manuale, posto per mettere la bici zero.
Morale in piedi per poco più di un ora a spostare la bici davanti al bagno e a richiudere le porte che la gente apriva e lasciva così. Era comunque un localissimo diesel diretto ad una stazione intermedia dove poi ho preso l'quivalente di un nostro minuetto, con aria condizionata, posto per bici e disabili, salita al vano bici/disabili ribassata. Il paesagio fuori sempre uguale, lungo vallate e seguendo i fiumi . Tanta campagna , parecchi paesetti e quindi fermate, alla fine alle 20 son arrivato a Cluj Napoca. Il centro parrebbe anche bello, con barocco, liberty e gotico. Ci son passato alla ricerca di un posto dove dormire ma non ho fatto foto.
Domai mattina si parte presto verso Alba Iulia . In bici stavolta
