Oggi partito senza colazione, solo 2 caffe' lunghi. A quanto pare normalmente i bar in Croazia servono solo per bere, se vuoi mangiare vai dove puoi mangiare ( ma non bere) . Che faccia parte della strategia balcanica per 1 milione di posti di lavoro ?
Comunque sia, poco dopo le 8 mi sono messo in moto, cielo bigissimo ma niente pioggia o vento. Ed e' stato così per tutto il giorno. Giornata cominciata bene che ho fatto 2 chiacchiere con la moglie del proprietario della soba in un pidgin tra sloveno, croato, tedesco, inglese ed anche un pò di italiano che aveva lavorato a Pirano. Abbiamo visto insieme il tg croato della mattina ed io dico visto non a caso...
Immagini di Danubio ovunque in Germania e credo Slovacchia, lacrimogeni e cariche di polizia ad Istanbul. Valentina ( mia sorella) non ti preoccupare! giuro che starò lontano dai pericoli. No, la maglietta non la metto lo stesso però.
Oggi qualche foto in più sono risucito a farla : ecco il paese infinito
Giuro, per la maggior parte della strada è tutto così. Non che sia brutto, ha le sue particolarità, ma son cresciuto e poi vissuto in città cresciute "a buccia di cipolla" e mi chiedo come ci si trovi a vivere in un posto che a me sembra senza punto centrale di ritrovo che non sia un bar. Però essendo nato a Bolzano mi son sempre chiesto come non facessero a usare tutti le droghe peanti gli abitani della pianura sconfinata, quindi mi sa che non faccio testo.
Oggi comunque mi sentivo proprio in forma; sempre con maniche lunghe e gilet di uindstopper ( è della Lidl, quindi non è wind!) che piovere non pioveva, ma freddo non mancava. E dopo una sosta strudel in una pekarna poco dopo la partenza ho cominciato a macinare km su km. Quando mi sono rifermato per bere e mangiare ( bboni sti struccoli croati) qualcosa ho controllato l'ora ed i km. L'ora non me la ricordo, ma stavo viaggiando alla media di 26 . Ci tengo a dire che non mi sono ancora liberato del carico di calze di nylon per scambi culturali...
Avevo letto nel libro di Rigatti che per strada si passava per il paese credo natio, ma in ogni caso ha il museo a lui dedicato , di Ivan Mestrovic. Vista la velocità tenuta lo avrei anche visitato volentieri, ma non mi hanno fatto lasciare in posto sicuro la bici con i bagagli e quindi mi sono accontentato di una foto dell'ingresso . Peccato però, prossima volta che non escludo.
Ma non solo questo si trova per la strada; ci sono panchine un pò ovunque, nei parchetti ma soprattutto di fronte o fianco alle case. Forse sono un sostituto vuoi all'aria condizionata in estate, vuoi forse alle piazze che non ci sono quasi in questi paesi. Ed ho trovato un nuovo modello Ikea : Stravakati con le ruote Müviti in optional
MI son fermato e tornato indtero a far la foto e nel frattempo è arrivato un sioretto. Che mi ha chiesto da dove venivo , dove andavo . Ho intutito almeno. Come lui ha intuito le mie risposte, in parte in sloveno ( quello che mi ricordo e con pronuncia e declinazioni stile tarzan), in parte a gesti. Siamo stati li a capirci a briciole per un 10 minuti almeno, mi ha invitato a casa sua a bere una rakia e li ho dovuto rinunciare a malincuore e salutare. Nel frattempo abbiamo visto insieme la carta con il percorso fino ad Ilok e mi ha detto ( credo sempre di aver intuito ...) di stare attento. Appena ripartito un altro giovane baldanzoso ( in realtà un mio coetaneo..) mi ha chiesto dove andavo; quando ho risposto Istanbul, ha commentato con un laconico "ohi ohi , polako polako". It'a a long way to Tipperary...
Un momento senza case e di satori ciclistico, l'essenza dell'infinito
Pedala che ti pedalo nel frattempo sono arrivato a Vinkovci, la strada era come un sentiero in dolomiti, per cui controllavo solamente la carta e non guardavo il gps. Arrivato ad un incrocione a T ho guardato l'attrezzo magico che era fermo ad un pò di km prima. Ho scelto di volè dove andare per poi scoprire che il potente mezzo aveva perso il segnale dei satelliti ( in aperta campagna e pianura..). Poco male, con cartina e bussola ero riuscito lo stesso a prendere una buona direzione, quando però il segnale è tornato è stato un be eche ero finito in pieno centro cittadino. Ed era all'uscita delle scuole; tutte lefermate degli autobus piene di gioventù in atesa. Tra queste un gruppetto di 3 adolescenti "vecchio stile" nel senso di non vestite da abbordaggio selvaggio. Una delle 3 mi ha salutato, ho risposto lanciandole un bacio con la mano e se a me ha fato ridere sereno, credo di aver rallegrato la giornata anche a loro 3 dalle risate e dai saluti successivi. Cazzerola se basta poco, è che mi dimentico ogni tanto.
Dopo la cttà comincia la strada per Vukovar; all'inizio piena di camion e traffico che man mano si perde per altre direzioni. Insieme al traffico è arrivato però anche un fastidioso vento laterale che complici la mia superficie non da silfide e il basto posteriore mi faceva sia sbandare che rallentare.
Però mi sorpassano anche i camion che sentivano anche loro l'effetto del vento e quindi il sorpasso era lungo.
Ben pò, pedalavo storto ed a fatica, mi sorpassano i camioni e tornavo diritto a piena potenza!
Visti i luoghi mi poteva far pensare alla canzoni di Bregovic che alternano lento e veloce unza unza.
E invece i suoni che immaginavo erano "quando saremo fora fora del valsugana..." nei tratti senza camion in sorpasso e il soud track de "Un tranquillo weekend di paura" con i camioni.
E quindi arrivato a Vukovar non ci sarebbe stato niente di meglio che "Un mazzolin di fiori". Ecchilo!
Anche a Vukovar le tracce della guerra sono piu' che evidenti. Credo lasciate li quasi apposta, credo sicuramente in qualche luogo, nelle case abbandonate credo perche' di qualcuno che non si vuol dimenticare sia stato li .
Anche qui le case non ho voluto fotografarle, mi è bastato vederle.
Quello che è stato lasciato come "monumento" triste si.
Poco dopo il monumento vedo, freno, torno indietro e fotografo questi 2 cartelli cicloturistici.
Quello in alto sarebbe superabile solamente da un "Ciclovia Catania Vladivostok"
Passando per Vukovar sorge il dilemma : faccio il lavativo e mi fermo a Vukovar o mi sparo questi meno di 30 km fino ad Ilok come previsto? L'odometro del gps segna una media di poco oltre 26 km/h. E sono rimasto basito.
E quindi vista la media e l'ora ( poco dopo le15 ) mi son detto via che in una oretta son la.
E avevo anche letto sia sul libro di Rigatti che su altri resoconti che la strada era infingarda e vile con su e giù e su e giù e ancora su e giù. Ecco un altro momento di satori ciclistico...
Quello che non dicono però è che oltre ai su e giù, una buona parte dei paesetti che si incontrano per la via sono stati costruitio in ABISSI. In altre parole si piomba giù come i caccia per un 8-9%, si frena brutalmente che il paese è in curva e la curva è piena di terra/sabbia, comincia l'erta assassina ( dopo 130 km) sempre dell'8-9%. A parte qualcuna sui 6% ma più lunga..
Alla fine son arrivato ad Ilok. Sono alla Pansion Masarini, niente paura Croato 100%. Però è un bel posto, i padroni ed il resto della troupe sono gentilissimi.
Sono stato poco più giù a vedermi il Danubio. ENORME.
Ed anche Ilok devo dire che ha un suo perche.'
Eccole le strepitose medie della giornata ( peccato gli abissi e la loro risalita...)
Domani entro nei Balcani profondi: Serbia.
Notte notte
Comunque sia, poco dopo le 8 mi sono messo in moto, cielo bigissimo ma niente pioggia o vento. Ed e' stato così per tutto il giorno. Giornata cominciata bene che ho fatto 2 chiacchiere con la moglie del proprietario della soba in un pidgin tra sloveno, croato, tedesco, inglese ed anche un pò di italiano che aveva lavorato a Pirano. Abbiamo visto insieme il tg croato della mattina ed io dico visto non a caso...
Immagini di Danubio ovunque in Germania e credo Slovacchia, lacrimogeni e cariche di polizia ad Istanbul. Valentina ( mia sorella) non ti preoccupare! giuro che starò lontano dai pericoli. No, la maglietta non la metto lo stesso però.
Oggi qualche foto in più sono risucito a farla : ecco il paese infinito
Giuro, per la maggior parte della strada è tutto così. Non che sia brutto, ha le sue particolarità, ma son cresciuto e poi vissuto in città cresciute "a buccia di cipolla" e mi chiedo come ci si trovi a vivere in un posto che a me sembra senza punto centrale di ritrovo che non sia un bar. Però essendo nato a Bolzano mi son sempre chiesto come non facessero a usare tutti le droghe peanti gli abitani della pianura sconfinata, quindi mi sa che non faccio testo.
Oggi comunque mi sentivo proprio in forma; sempre con maniche lunghe e gilet di uindstopper ( è della Lidl, quindi non è wind!) che piovere non pioveva, ma freddo non mancava. E dopo una sosta strudel in una pekarna poco dopo la partenza ho cominciato a macinare km su km. Quando mi sono rifermato per bere e mangiare ( bboni sti struccoli croati) qualcosa ho controllato l'ora ed i km. L'ora non me la ricordo, ma stavo viaggiando alla media di 26 . Ci tengo a dire che non mi sono ancora liberato del carico di calze di nylon per scambi culturali...
Avevo letto nel libro di Rigatti che per strada si passava per il paese credo natio, ma in ogni caso ha il museo a lui dedicato , di Ivan Mestrovic. Vista la velocità tenuta lo avrei anche visitato volentieri, ma non mi hanno fatto lasciare in posto sicuro la bici con i bagagli e quindi mi sono accontentato di una foto dell'ingresso . Peccato però, prossima volta che non escludo.
Ma non solo questo si trova per la strada; ci sono panchine un pò ovunque, nei parchetti ma soprattutto di fronte o fianco alle case. Forse sono un sostituto vuoi all'aria condizionata in estate, vuoi forse alle piazze che non ci sono quasi in questi paesi. Ed ho trovato un nuovo modello Ikea : Stravakati con le ruote Müviti in optional
MI son fermato e tornato indtero a far la foto e nel frattempo è arrivato un sioretto. Che mi ha chiesto da dove venivo , dove andavo . Ho intutito almeno. Come lui ha intuito le mie risposte, in parte in sloveno ( quello che mi ricordo e con pronuncia e declinazioni stile tarzan), in parte a gesti. Siamo stati li a capirci a briciole per un 10 minuti almeno, mi ha invitato a casa sua a bere una rakia e li ho dovuto rinunciare a malincuore e salutare. Nel frattempo abbiamo visto insieme la carta con il percorso fino ad Ilok e mi ha detto ( credo sempre di aver intuito ...) di stare attento. Appena ripartito un altro giovane baldanzoso ( in realtà un mio coetaneo..) mi ha chiesto dove andavo; quando ho risposto Istanbul, ha commentato con un laconico "ohi ohi , polako polako". It'a a long way to Tipperary...
Un momento senza case e di satori ciclistico, l'essenza dell'infinito
Pedala che ti pedalo nel frattempo sono arrivato a Vinkovci, la strada era come un sentiero in dolomiti, per cui controllavo solamente la carta e non guardavo il gps. Arrivato ad un incrocione a T ho guardato l'attrezzo magico che era fermo ad un pò di km prima. Ho scelto di volè dove andare per poi scoprire che il potente mezzo aveva perso il segnale dei satelliti ( in aperta campagna e pianura..). Poco male, con cartina e bussola ero riuscito lo stesso a prendere una buona direzione, quando però il segnale è tornato è stato un be eche ero finito in pieno centro cittadino. Ed era all'uscita delle scuole; tutte lefermate degli autobus piene di gioventù in atesa. Tra queste un gruppetto di 3 adolescenti "vecchio stile" nel senso di non vestite da abbordaggio selvaggio. Una delle 3 mi ha salutato, ho risposto lanciandole un bacio con la mano e se a me ha fato ridere sereno, credo di aver rallegrato la giornata anche a loro 3 dalle risate e dai saluti successivi. Cazzerola se basta poco, è che mi dimentico ogni tanto.
Dopo la cttà comincia la strada per Vukovar; all'inizio piena di camion e traffico che man mano si perde per altre direzioni. Insieme al traffico è arrivato però anche un fastidioso vento laterale che complici la mia superficie non da silfide e il basto posteriore mi faceva sia sbandare che rallentare.
Però mi sorpassano anche i camion che sentivano anche loro l'effetto del vento e quindi il sorpasso era lungo.
Ben pò, pedalavo storto ed a fatica, mi sorpassano i camioni e tornavo diritto a piena potenza!
Visti i luoghi mi poteva far pensare alla canzoni di Bregovic che alternano lento e veloce unza unza.
E invece i suoni che immaginavo erano "quando saremo fora fora del valsugana..." nei tratti senza camion in sorpasso e il soud track de "Un tranquillo weekend di paura" con i camioni.
E quindi arrivato a Vukovar non ci sarebbe stato niente di meglio che "Un mazzolin di fiori". Ecchilo!
Anche a Vukovar le tracce della guerra sono piu' che evidenti. Credo lasciate li quasi apposta, credo sicuramente in qualche luogo, nelle case abbandonate credo perche' di qualcuno che non si vuol dimenticare sia stato li .
Anche qui le case non ho voluto fotografarle, mi è bastato vederle.
Quello che è stato lasciato come "monumento" triste si.
Poco dopo il monumento vedo, freno, torno indietro e fotografo questi 2 cartelli cicloturistici.
Quello in alto sarebbe superabile solamente da un "Ciclovia Catania Vladivostok"
Passando per Vukovar sorge il dilemma : faccio il lavativo e mi fermo a Vukovar o mi sparo questi meno di 30 km fino ad Ilok come previsto? L'odometro del gps segna una media di poco oltre 26 km/h. E sono rimasto basito.
E quindi vista la media e l'ora ( poco dopo le15 ) mi son detto via che in una oretta son la.
E avevo anche letto sia sul libro di Rigatti che su altri resoconti che la strada era infingarda e vile con su e giù e su e giù e ancora su e giù. Ecco un altro momento di satori ciclistico...
Quello che non dicono però è che oltre ai su e giù, una buona parte dei paesetti che si incontrano per la via sono stati costruitio in ABISSI. In altre parole si piomba giù come i caccia per un 8-9%, si frena brutalmente che il paese è in curva e la curva è piena di terra/sabbia, comincia l'erta assassina ( dopo 130 km) sempre dell'8-9%. A parte qualcuna sui 6% ma più lunga..
Alla fine son arrivato ad Ilok. Sono alla Pansion Masarini, niente paura Croato 100%. Però è un bel posto, i padroni ed il resto della troupe sono gentilissimi.
Sono stato poco più giù a vedermi il Danubio. ENORME.
Ed anche Ilok devo dire che ha un suo perche.'
Eccole le strepitose medie della giornata ( peccato gli abissi e la loro risalita...)
| km | ore pedalate | ore sosta | metri ascesa | vel. Media |
| 150.5 | 06.12.00 | 1.54 | 538 | 24.2 |
Domani entro nei Balcani profondi: Serbia.
Notte notte
Sono il primo!!! Ma chi cavolo è ivan Mestrovic? Vai che sei solo!
RispondiEliminaivan mestrovic, noto scultore croato (tutta la ex jugoslavia è piena delle sue opere,anche a belgrado ce ne sono alcune) con agganci massonici intuibili da molte sue opere)
RispondiEliminael terun
Ormai sei inarrestabile!
RispondiEliminabello il monumento al buche' da sposa: l'ha lanciato una gigantessa e povera chi ha cercato di prenderlo :-)
Mi unisco a nuvolarosa per la richiesta di un autoscatto: vogliamo vedere i segni che la Slavonia sta lasciando sul nostro eroe!
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